La stagione delle polemiche non finisce mai. I social in prima linea sulla telecronaca fantozziana di Paolo Petrecca direttore di Rai Sport che non aveva ben chiaro i nomi degli sportivi, perché non li conosceva? Perché non gli avevano dato la scaletta esatta? Perché, perché, perché… L’ osservazione del nuotatore Dotto sul fatto che la Gazzetta dello Sport non ha aperto la prima con le medaglie vinte, ma con la cronaca delle partite di calcio, comunque la Rai ha dato ampio spazio sulla seconda Rete, aumentando lo share, grazie all’ampia telecronaca dei commentatori dei giochi, e ai molti spettatori collegati quando era in onda il pattinaggio artistico che da sempre raccoglie molti appassionati. Noi abbiamo messo in copertina un olimpionico mitico, Kristian Ghedina (non perché siamo cugini, ma perché le sue discese spericolate sono ancora negli occhi di chi le ha seguite) ed ancor oggi nei panni di allenatore e commentatore da Cortina, culla di noi Ghedina, rimane l’immutato campione di sempre. Tutte ‘ste polemiche che riguardano in via indiretta il governo, la Meloni, visto che ahinoi la RAI è sempre ostaggio del partito che al momento è in carica ed i personaggi, tra giornalisti, artisti, presentatori e compagnia cantante virano a destra o a sinistra a seconda di chi ha vinto le elezioni, e questo è davvero l’unica cosa che diventa penalizzante: le arti e le professioni in genere dovrebbero essere appannaggio solo ed esclusivamente di chi merita per bravura ecc.ecc, e non perchè esprime appartenenza. Parole perdute nel vento, predomina chi comanda, la competenza e il valore sono degli optional…
Ma non vogliamo dar aria ad ulteriore chiacchiericcio. Dicono qui a Napoli, nello splendido dialetto “accussi adda i” (così deve andare), perché comunque la bravura a dispetto di tutto trova la sua strada.
Noi da che parte stiamo? … ah saperlo!
Aghe











