Guerre diverse.
Siamo tutti attaccati alla TV per capire questo nuove fronte di guerra, scatenato dagli USA, quanto durerà. Ognuno dice la sua a ragione o a torto. La verità è che ormai la diplomazia conta meno del 2 di picche, perché è da quando l’uomo è comparso sulla terra che i muscoli hanno sempre avuto ragione sul… pensiero. Comandano solo ed esclusivamente gli interessi, mascherati da “abbattiamo il dittatore di turno, che vinca la democrazia” già quale? Ma quella del più forte ovvio! La Cina sta operando perché tacciano le armi, altrettanto alcuni leader europei che contrastano il presidente americano, Mister Trump (quello che voleva il nobel per la pace).
Da noi invece la ‘guerra’ è legata alla canzone che ha vinto Sanremo, quella di Sal da Vinci definita dal giornalista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo (conduce il programma ‘Una giornata particolare’) che urbi et orbi ha dichiarato “adatta ad un matrimonio della camorra" che ha fatto scattare la contraerea a partire da Maurizio De Giovanni che da sempre esprime il suo pensiero su qualsiasi polemica si presenti alla ribalta. Ovviamente si sono aggiunti, e come non essere d’accordo, i napoletani ed i fans che hanno gioito del palmares portato a casa dal partenopeo Sal da Vinci come se fosse la solita rivincita del meridione contro il settentrione. Ricordiamo che il festival fu vinto pure da Massimo Ranieri, da Peppino Di Capri… Non parliamo poi del fatto che l’anno prossimo il Festivallo sarà condotto da Stefano De Martino, guaglione di Torre del Greco in provincia di Napoli, pure lui sotto il fuoco nemico.
Insomma musiche diverse che risuonano nell’aria anche se gli esiti sono profondamente diversi, questo per dire che la pace risiede solo nell’aldilà e nessuno è mai venuto a dirci se è proprio così.
Aghe











