Dopo il PrimaFestival con le tre vulcaniche conduttrici Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moslehi, dal Teatro Ariston si è alzato il sipario sulla 76ª edizione del Festival di Sanremo, sotto la direzione artistica di Carlo Conti e con la co-conduzione fissa di Laura Pausini. La voce registrata di Pippo Baudo scuote la sala e dà il via alla serata, che ha visto le esibizioni di tutti e 30 i Big in gara e la co-conduzione dell'attore turco Can Yaman, simpatico, spigliato, padrone del palco e dal petto oleato. Una scenografia mozzafiato, colorata, luminosa introduce Carlo Conti, visibilmente commosso, ricorda il Pippo nazionale con i figli in prima fila, Tiziana e Alessandro, e la sua fedele segretaria Dina e riparte da dove eravamo rimasti, cioè con Olly, vincitore del Festival di Sanremo 2025, e la sua “Balorda Nostalgia”, che, emozionato e in lacrime, ringrazia per tutto il calore ricevuto. Arriva Laura Pausini, presentata da Baudo, elegante con un abito in velluto di seta blu notte. Inizia la gara: rompe il ghiaccio Ditonellapiaga con “Che fastidio!” e il suo balletto, grande presenza scenica, coreografia coinvolgente, un look cartoon, ma, al primo ascolto, non ci convince, troppa confusione e caos. Voto 7. Michele Bravi, in completo gessato, incanta subito il pubblico con "Prima o poi", un brano pieno di atmosfera che ti prende subito, un amore perduto ma che continua a tormentare dopo anni, un’esibizione profonda, intima. La sua eleganza gli fa guadagnare un 10. Sayf con “Tu mi piaci tanto”, al suo debutto a Sanremo lascia il segno, capelli rasta, abito in doppio petto gessato e cravatta argentata, brano orecchiabile, destinato a diventare un tormentone, da tenere d’occhio. Voto 8. Mara Sattei con “Le cose che non sai di me”, presenta una canzone delicata, dolce, intima e gli applausi sono scroscianti. Elegantissima, voto 9. A questo punto un doveroso e sentito ricordo del m° Peppe Vessicchio, il direttore d’orchestra scomparso lo scorso novembre, accolto da una lunga standing ovation. Carlo Conti estende il ricordo ad altri protagonisti scomparsi nell’ultimo anno, Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe, Gianni Pettenati, e cita Maurizio Costanzo, morto tre anni fa. Arriva sul palco Can Yaman, abbronzato, fisicato, entra sulle note di “Sandokan”, accolto da un diluvio di applausi. L’attore scherza con Laura Pausini, prova ad insegnarle una canzone in turco, ovviamente piena di zeta, “Kuzu Kuzu”. Preceduto da una risata del pubblico perché entrato in scena prima di essere chiamato, Dargen D'Amico, in gara con “Ai Ai”, porta sul palco un’ironia tagliente e dei ritmi ballabili. Look è originale, un completo che ricorda nel disegno e nei colori un parquet a spina con mano finta, ma non da Festival. Voto 6. Arisa ha incantato l’Ariston con un look total white, ricamato con 1300 gocce di cristallo, e la sua voce da usignolo, la sua “Magica Favola” scatena una bellissima reazione da parte del pubblico e una standing ovation. Voto 8. Luchè con “Labirinto” non spacca e non entusiasma. Voto 6. Sale sul palco l'ultracentenaria di Chiavari Gianna Pratesi, ex gelataia emigrata in Scozia a 28 anni, che il prossimo 16 marzo compirà 106 anni, testimone della storia e del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando, a soli 26 anni, votò per la nascita della Repubblica italiana. Laura Pausini ne approfitta per omaggiare Paola Cortellesi. Momento perfetto se non ci fosse stato un incredibile errore di grafica. Mentre sul palco c’è la centenaria, sul grande ledwall campeggia una finta prima pagina di giornale con la scritta: “Il 54% alla Repupplica”. Si ritorna alla gara con Tommaso Paradiso, giacca lunga beige sopra pantaloni neri, la mano con una fasciatura, interpreta “I romantici”, una canzone accettabile dalla melodia avvolgente, ma lui è un po’ impacciato. Look 5. Elettra Lamborghini con “Voilà” si scatena in maniera simpatica e senza pretese, fa una citazione della Carrà e trasforma il palco in una discoteca. Voto 5. Momento Intelligenza Artificiale: sulle note di “Papaveri e papere” un software messo a disposizione da Tim trasforma Carlo Conti e il pubblico in una platea di paperotti digitali. Patty Pravo fa un’esibizione perfetta di “Opera”, scritta da Giovanni Caccamo, una canzone d’atmosfera che cattura tutti. Si presenta in lungo, abito nero in velluto con maniche nere trasparenti piene di lustrini. Voto 8. Samurai Jay debutta con “Ossessione”, scende le scale ballando, ride, convince e si diverte con un gruppo di ballerini, per gli amanti del genere sarà sicuramente una hit. Nuovo look con le treccine del suo colore naturale attaccate alla testa, in abito scuro con una spilla al posto della cravatta. Voto 8. È il momento di Tiziano Ferro, che infiamma l’intera platea, esegue un medley di successi, “Ti scatterò una foto”, “La differenza fra me e te”, “Lo stadio”, e ha concluso con il suo ultimo singolo, “Sono un grande”. Prima di andar via Ferro ha lanciato una proposta alla Pausini per Sanremo 2027: "Il prossimo anno io e te insieme". Si continua con Raf, la sua “Ora e per sempre” non lascia il segno, il suo look elegante è total black. Voto 8. J-Ax con “Italia Starter Pack” scatena il caos totale tra ritmi, balli e il country, il ritornello ti entra subito. Voto 7. Collegamento da piazza Colombo con Gaia e il suo tormentone “Chiamo io, chiami tu”. Fulminacci, in completo grigio over, con cravatta prugna, canta “Stupida sfortuna”, tirando fuori tutta la sua malinconia. Voto 9. Levante, in abito dorato, con “Sei tu” racconta l’innamoramento come un’esperienza fisica e travolgente, l’esibizione è intensa. Voto 8. Fedez & Masini, coppia artistica ormai collaudata, con “Male Necessario” funzionano, bella la fusione tra il falsetto di Masini e il rap di Fedez, sono piaciuti molto e hanno scatenato l’entusiasmo sincero del pubblico. Voto 9. Ermal Meta con “Stella stellina” porta una struggente ninna nanna, con la quale ricorda le piccole vittime innocenti di Gaza, sulla sua camicia è cucito il nome Amal scritto di suo pugno ad indicare tutte le bambine di Gaza. Voto 9. Collegamento con Costa Toscana con Max Pezzali e un medley delle sue hit. Serena Brancale, in total white, elegantissima in abito lungo e sbracciato, ha emozionato il pubblico con “Qui con me”, brano dedicato alla madre scomparsa nel 2020 con commozione finale. Voto 8. Momento “Carramba”: il Sandokan di oggi, Can Yaman, ha incontrato quello che mezzo secolo fa rese leggendaria la Tigre della Malesia, Kabir Bedi. Yaman si avvicina e, in segno di rispetto, bacia la mano di Bedi portandola alla fronte. Tra i due scoppia un’immediata simpatia. Simpatica anche l’imitazione della Pausini da parte di Vincenzo De Lucia. Si ritorna alla gara: Nayt, tra i beniamini della Gen Z, con “Prima che” unisce l'urban e il cantautorato e riesce a dare voce alla profondità, all'inquietudine e alle contraddizioni dell'essere umano. Voto 8. Malika Ayane ha portato "Animali notturni", molto applaudita dal pubblico con un sound ritmato ed elegante. Voto 9. Eddie Brock, smoking in velluto, con camicia e cravattino slacciato, con “Avvoltoi” arriva dalla piattaforma Tik Tok all'Ariston e sorprende tutti, da attenzionare. Voto 9. Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, fa ballare il pubblico e porta una sfrenata allegria, il cantautore napoletano è stato accolto dalle persone in sala cantando a cappella il suo successo “Rossetto e Caffé”. Al termine della sua esibizione, ha concluso: "Questo festival lo dedico a una persona speciale scomparsa pochi giorni fa e che ha fatto parlare la mia melodia: Vincenzo D'Agostino". Voto 9. Enrico Nigiotti con “Ogni volta che non so volare” Nigiotti ha raccontato un amore che accoglie le fragilità e dà forza nei momenti di difficoltà, un flusso di coscienza attraverso cui l’artista riflette su cadute, risalite e insegnamenti che la vita stessa consegna. Voto 8. Tredici Pietro con “Uomo che cade” inizia con un microfono muto, ma, poi, il rapper bolognese si è ripreso e ha presentato un brano accettabile. Voto 6. Bambole di Pezza con “Resta con me” rappresentano una novità: è la prima volta che sul palco dell'Ariston sale una rock band tutta al femminile, il brano è accattivante. Voto 7. Chiello con “Ti penso sempre” è arrivato saltando, giacca nera damascata con bottoni dorati, capelli spettinati e ancora con i tacchi. Voto 5 Maria Antonietta & Colombre con “La felicità e basta” portano allegria e ritmo, Maria Antonietta sale sul palco con un abito che replica quello indossato da Nada nel Sanremo 1969 per cantare "Ma che freddo fa", Colombre indossa una t-shirt disegnata da Davide Toffolo che omaggia Dino Buzzati, perché il suo nome d'arte è uno dei personaggi dello scrittore. Voto 9. Leo Gassmann, elegantissimo e raffinato, con “Naturale” mostra una grande verve interpretativa grazie alla sua mimica e alla sua gestualità. Voto 10. Francesco Renga con “Il meglio di me” incanta l'Ariston e fa un’interpretazione eccezionale. Voto 9. LDA & Aka7even chiudono la gara con “Poesie clandestine”, un brano bellissimo penalizzato dall’orario di esibizione, quasi alle 2 di notte, ma i due artisti si riscatteranno. Voto 7. A notte fonda il Dopofestival con Nicola Savino.
CALATO IL SIPARIO SULLA PRIMA SERATA : LA PRIMA CINQUINA ARISA, FEDEZ & MASINI, SERENA BRANCALE, FULMINACCI E DITONELLAPIAGA.
Share: dopo l’anteprima Start dalle 20:41 alle 21:37 (12.818.000 – 50.9%), dopo la prima parte la discesa 9.306.000 spettatori pari al 57.7% di share dalle 21:42 alle 1:32 con il 61 e rotti % dell'anno scorso.
Antonio D’Addio












