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Protezione degli assets italiani all'estero da parte dei nostri Istituti di vigilanza.

Data pubblicazione: 24-06-2019
 

“Si tratta di un intervento normativo lungamente atteso dal comparto – commenta la dott.ssa Maria Cristina Urbano, Presidente dell’ASSIV, l’associazione che rappresenta la vigilanza privata e i servizi fiduciari in Confindustria -, capace di sviluppare un circolo virtuoso a beneficio delle aziende che potranno svolgere all’estero le attività di vigilanza, delle aziende che beneficeranno dei servizi di sicurezza e dell’intero sistema Paese. E’ appena il caso di ricordare – prosegue la dott.ssa Urbano – che le imprese italiane di vigilanza negli ultimi anni hanno affrontato un radicale ed impegnativo percorso, nel contesto dell’innovativo quadro normativo nazionale, che ha consentito il raggiungimento di elevati standard qualitativi. Gli investimenti in strumenti, tecnologie e nella formazione del personale consentiranno, una volta che la legge sarà stata approvata - come ci auguriamo – agli Istituti di vigilanza di farsi trovare pronti anche per affrontare le ulteriori sfide in termini di formazione e ricerca di competenze che i contesti operativi esteri richiedono. D’altronde è già obbligo di legge per le aziende italiane che operano all’estero (pari a circa il 60% del totale) garantire la sicurezza del proprio personale, specialmente in contesti a rischio medio-alto. Tali attività, oggi appaltate esclusivamente ad imprese straniere, potranno finalmente essere affidate agli Istituti di vigilanza, che potranno ricorrere anche all’impiego del personale altamente qualificato in uscita dalle forze armate. Qualità dei servizi, occupazione, tutela delle informazioni sensibili delle nostre imprese, sicurezza dei lavoratori impiegati dalle aziende italiane all’estero e fiscalità generale (per un settore che, secondo l’ONU, vale 250 miliardi di dollari l’anno), tutti trarranno indiscutibili benefici dalla norma in discussione.
In rappresentanza dei principali Istituti di vigilanza italiani, e degli oltre 40mila dipendenti da questi impiegati, siamo grati all’on. Lollobrigida e a Fratelli d’Italia per aver voluto porre con forza la materia all’ordine del giorno del Parlamento. E’ nostra intenzione – conclude la dott.ssa Urbano – non far mancare ogni possibile sostegno a questa meritoria iniziativa, nell’auspicio che lo spirito della norma possa essere condiviso da tutte le forze politiche, nell’interesse del Paese”.