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Vita da cani

Data pubblicazione: 16-04-2019
 

Gli amici a quattro zampe sono ormai diventati qualcosa di più: parenti e figli a quattro zampe, infatti, da circa un terzo della popolazione sono considerati parte integrante della famiglia; è proprio per questa mutata sensibilità che l’onorevole Michela Vittoria Brambilla ha proposto un disegno di legge dal titolo “Disposizioni concernenti l’indicazione degli animali di affezione nelle certificazioni anagrafiche”, la legge, dunque, prevedrebbe l’inserimento dei pet nello stato di famiglia. La pdl mirerebbe a creare un collegamento diretto tra l'Anagrafe Canina di competenza regionale e lo stato di famiglia di ogni proprietario-adottante, inoltre,nel caso di eventi dannosi, si individuerebbe con immediatezza la responsabilità del proprietario/adottante. «Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti e ai cani, che poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!», le recenti dichiarazioni di Papa Francesco hanno scatenato le polemiche degli animalisti, c’è da dire però che l’attaccamento nei confronti degli animali, certe volte diventa davvero morboso, patologico. Lo canta anche Cesare Cremonini nella sua “Nessuno vuole essere Robin”: “ti sei accorta anche tu che siamo tutti più soli, sai quanta gente ci vive coi cani, e ci parla come agli esseri umani?”. Alcune di queste persone, tanto affettuose verso gli animali, esprimono con chiarezza di averle adottate, sostituendole a figli che non hanno potuto avere, o che hanno scelto di non procreare. Cani e gatti spesso vengono adulto-morfizzati, nel senso che i proprietari si considerano veri e propri genitori e li trattano come i figli ideali obbedienti, mai deludenti, molto ammaestrabili secondo i propri bisogni, in altre parole, le proprie frustrazioni sono compensate al massimo di fronte alla fedeltà indiscutibile di cani e gatti. L’animale fa sentire più liberi di esprimere le proprie emozioni senza vergognarsi, senza temere di essere puniti, giudicati, condannati. Con gli animali si diventa complici perché ci fanno sentire compresi: ci possono salvare, proteggere, portare fortuna, farci venire il buon umore, non farci sentire soli. Non sempre, però, si tratta di autentica passione, ci sono le mode del momento come: scegliere un cane o un gatto quasi come fosse un’automobile, ovvero come status symbol, come elemento che per estensione va a rappresentare la posizione sociale di chi lo possiede; sono molte le persone che esibiscono i loro animali sui social quasi come se fossero degli oggetti da indossare in ogni occasione, per non parlare poi di tutte le eccesive attenzioni date ai propri pet, a volte delle vere e proprie follie che vanno da spa per cani e gatti, alberghi e perché no anche psicologi come quelli che sono costretti a subirsi i gatti di Katy Perry! Mi sono ritrovata su dei siti dedicati alla cura degli animali e quello che ho letto è davvero sbalorditivo: ad esempio su “mondo animali pet shop toelettatura e spa”, si legge che praticano trattamenti sbiancanti e trattamento lisciante, per non parlare poi di vere e proprie serata organizzate per questi animali: tv, birra, patatine e crocchette! Le SPA per animali stanno diventando una realtà destinata a prendere sempre più piede: centri benessere che mettono anche a disposizione uno psicanalista veterinario, nel caso di depressione. Ogni SPA per animali ha le proprie caratteristiche: si va dalle candele profumate, alla musica new age, e centri che prevedono anche la presenza di palestre, piscine, parrucchieri, massoterapia, tecniche di rilassamento, idroterapia, manicure e pedicure; per gli animali più meditativi e profondi, esistono sessioni di yoga per cani, noto come DogA. Assurdo ma vero, forse poco comprensibile per chi non ha un animale domestico. Insomma tutto questo sembra davvero straordinario eppure accade frequentemente, i padroni degli animali domestici non dovrebbero mai dimenticare, però, che i loro pet non sono esseri umani!

Rosanna D’Alessandro