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Una contemporanea Odissea: Sea Watch

Data pubblicazione: 03-07-2019
 

E’ da tempo che sulla questione migranti le nazioni giocano al gioco della palla avvelenata; barche  in balia del mare e leggi sempre più pertinenti (es. il recente Decreto Sicurezza Bis). Leggi ingiuste, contro l’umanità, inammissibili, definiamole come volete! La svolta, o meglio un atto eroico è stato compiuto nella notte del 28 giungo da Carola Rackete, una fuorilegge o eroina, la denominazione varia a seconda del partito politico nel quale si crede. La Rackete, capitana della Sea Watch, ha portato in salvo, lo scorso venerdì notte, 42 migranti attraccando sul molo di Lampedusa, forzando un blocco che per 17 giorni le ha impedito di sbarcare, ha ignorato il divieto, l’Alt della Finanza e schiacciato contro il molo la motovedetta con 5 finanzieri a bordo; questo le ha causato l’immediato arresto e il sequestro della nave. Ieri il verdetto della gip di Agrigento, Alessandra Vella: Carola Rackete, la comandante della Sea-Watch 3, torna libera dopo quattro giorni trascorsi agli arresti domiciliari. l’arresto non è stato convalidato, si è  escluso  il reato di resistenza e violenza a nave da guerra e si è ritenuto che il reato di resistenza a pubblico ufficiale sia giustificato da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”, quello di salvare vite umane in mare. Secondo il gip la scelta di Carola di attraccare a Lampedusa non è stata strumentale, ma obbligatoria, giacché i porti della Libia e della Tunisia non sono stati ritenuti porti sicuri. La capitana dunque può tornare al timone, anche se la Sea Watch 3 per ora è ancora sotto sequestro. Intanto Sea Watch ha assicurato che le operazioni di salvataggio in mare andranno avanti. Immediata è stata la reazione di Salvini, che ha annunciato l’espulsione dal nostro Paese della comandate Carola Rackete. L’altro vicepremier, Luigi Di Maio, si schiera al fianco del collega leghista: “Sorprende la scarcerazione di Carola Rakete, io ribadisco la mia vicinanza alla Guardia di finanza in questo caso, la confisca immediata della imbarcazione è importante, se confischiamo subito, la prossima volta non possono tornare in mare e provocare il nostro Paese e le nostre leggi”. La Francia non ci ha fatto attendere molto per la sua risposta:  “Serve una soluzione politica in modo che situazioni del genere non tornino a ripetersi, l’Italia non è stata all'altezza sull'accoglienza”.Difatti la questione migranti è come un cane che si morde la coda, nessuno ha ragione, nessuno ha torto, e non esiste una soluzione effettivamente giusta per tutti. Chiudere i porti è ingiusto, è ingiusto perché si tratta di vite umane, lasciare morire persone innocenti nel proprio mare  e di fronte casa nostra è inaccettabile, ma lo è anche  ammettere l’immigrazione clandestina, che altro non è se non strumento indispensabile agli affari illeciti, si pensi alla prostituzione o allo spaccio della droga, attività che hanno un volto nero, guidate da uomini bianchi.

Rosanna D’Alessandro