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RISATE E APPLAUSI PER I CAVALLI DI MONSIGNOR PERRELLI

Data pubblicazione: 09-11-2019
 

Nonostante la pioggia fortissima e il maltempo gli abbonati del Teatro Augusteo non hanno disertato lo spettacolo I cavalli di Monsignor Perrelli, una farsa in musica in due atti di Peppe Barra e Lamberto Lambertini che ne cura anche la regia. In scena anche Patrizio Trampetti – lui e Peppe Barra hanno un feeling notevole -  Luigi Bignone ed Enrico Vicinanza. Scene di Carlo De Marino,  costumi di Annalisa Giacci,  musiche di Giorgio Mellone. La decisione di riproporre questo spettacolo nasce dal desiderio di Peppe Barra e Lamberto Lambertini, dopo anni di separazione, di lavorare nuovamente insieme, non lo facevano dai tempi della mitica Concetta. Con i suoi 50 anni di carriera alle spalle Barra ha sempre dimostrato il suo amore e il suo legame con la città di Napoli e la sua ferrea volontà di mescolare la tipica tradizione popolare con elementi moderni e contemporanei. La scelta è caduta sull’antico Monsignore, perché questa giocosa, surreale, originale opera è un’incredibile materia prima, ancora aperta per una rinnovata messa in scena. Uno scherzo in musica nei canoni e nello stile comico ed elegante della commedia all’antica italiana. Belli i fuori scena eseguiti da Peppe Barra, un modo riuscito per creare un legame più stretto e diretto con il pubblico, un’intimità che giova al buon esito della rappresentazione. All’inizio, prima dell’apertura del sipario, un’interpretazione personale di Core a core sul mestiere dell’attore che deve indossare delle maschere per far divertire il pubblico. Sulla scena campeggiano il Monsignore e la sua perpetua Meneca, che si prende amorevolmente cura di lui, due figure interscambiabili che riempiono il palco e che si divertono a “prendersi in giro” tra sogno e realtà. Molto divertenti le riflessioni popolari della governante, spontanea, diretta, ironica e senza schemi, “esperta” anche in ricette particolari, come quella dei bocconotti. Ancora una volta Peppe Barra si conferma un mostro del palcoscenico, un perfetto istrione e un impeccabile artista. Belle le scenografie, le musiche, la scelta indovinata delle canzoni classiche inerenti la trama, tra cui Funtana all’ombra, Mmiez’o’ grano, Presentimento(l’ellera) e La luna nova.
Si replica fino al 17 novembre.