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Riconoscimento UNESCO dei Cicli pittorici trecenteschi

Data pubblicazione: 07-01-2022
 

Italia Nostra, facendosi portatore del pensiero di molti tra i quali l'Assessore alla Cultura, propone di realizzare una copia della statua donatelliana del Gattamelata per riporre l’originale in un rinnovato Museo al Santo. Museo presso la Basilica pontifica di sant’Antonio che potrebbe ospitare anche qualche collezione minore dei Musei Vaticani e qui sarà importante il ruolo del nuovo Collegio di Presidenza della Veneranda Arca del Santo. Alcuni consiglieri comunali si sono invece concentrati sull’apparato decorativo del Prato della Valle, dove due stalli risultano vuoti, un vuoto certamente storicizzato ma che potrebbe essere colmato in modo adeguato anche solo a titolo sperimentale per un triennio. Se il Prato deve celebrare grandi personalità che sono state significative nei secoli per la Città appare oggi evidente come le due nuove eventuali statue, che potrebbero colmare il vuoto dei due stalli, possano e forse debbano essere dedicate anche all’ingegno femminile attingendo dalla storia come con Elena Lucrezia Corner Piscopia, ricordando così la prima donna laureata presso la nostra Università nell’Anno speciale delle celebrazioni dell’ottocentesimo anniversario della sua fondazione. Le associazioni culturali cittadine condividono certamente questa prima “candidatura” e subito sono state in grado di proporne altre per il secondo stallo: Isabella Andreini, Eleonora Duse, Eleonora d’Arborea, Norma Cossetto, solo per citarne alcune.Meritano anche un approfondimento i suggerimenti di realizzare un nuovo percorso in continuità con il Prato della Valle, tutto al femminile. L’Esecutivo dell’area tematica “Attivitá culturali” del Registro comunale di Padova delle associazioni, accoglie e sostiene con entusiasmo il dibattito di questi giorni, segno di una città che non vuole essere adagiata su un passato immobile e musealizzato ma che partendo dalla valorizzazione dell’eredità culturale si sa far portatrice di innovazione di pensiero e conseguentemente dell’aspetto di una città che vive.Il continuo accrescimento del comune patrimonio culturale, senza strappi e nel segno della continuità di intenti è uno degli obiettivi primi e costanti del mondo associazionistico culturale della città.
Ecco dunque che così come per “Padova Urbs Picta” l’Esecutivo auspica che l’Amministrazione comunale e le forze politiche in primis siano organizzatrici di un percorso partecipato che coinvolga la cittadinanza e che affronti e valuti come dare concretezza, se possibile, a questo frizzante e competente dibattito che ha varcato i confini nazionali portando Padova sulle pagine dei giornali internazionali.