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Casa della musica: TRULLO di Diego Sommaripa

Data pubblicazione: 15-07-2019
 
trullo

Trullo con il suo bagaglio di errori, paure, incertezze, rimpianti, non riesce a perdonarsi e decide di partire per dimenticare, pulire, riparare, rifiorire e rivivere. La destinazione è nel suo amato/odiato mare. Alla guida del veliero dei suoi giorni c’è una dottoressa, una psicoanalista, che durante una seduta condurrà Trullo per mano nella sua essenza. Nel corso del cammino, il protagonista incontrerà vecchi e nuovi amici, circumnavigando attraverso il gioco, la poesia, il canto, tenterà la risalita fino poi, a ritrovarsi di fronte al suo nemico numero uno: il passato. «Forse riuscirà a far ritorno a casa, portando con sé in valigia il souvenir per lui più importante: se stesso. Forse».
"Trullo" è uno spettacolo al quale sono particolarmente legato, perché è figlio di un lavoro intenso di ricerca e perfezionamento, un moto perpetuo fondamentale per ogni produzione artistica. E’ una pièce in continua metamorfosi, che ad oggi si assesta in un atto unico di 55 minuti. Nasce come racconto di narrativa, passa poi in drammaturgia e diventa un monologo con il quale partecipo all’edizione 2016 de “ i corti della formica “ Diretta da Gianmarco Cesario – in quell’edizione vinco una menzione speciale per la “ Drammaturgia Originale “ – dopo il debutto tornai subito in scrittura, per limarne le imperfezioni, in quel momento aggiunsi un ruolo fondamentale -  una psicoanalista - interpretata da un attrice Laura Pagliara stimata per Talento e Abnegazione non solo da me ma da tutto il panorama teatrale campano. Laura prova dopo prova, mi convinse ad affidarle tutti gli altri personaggi, che nella prima versione erano accennati, prende corpo cosi la versione che ci ha visto aprire il Prestigioso “ Positano Teatro Festival “ in una serata intitolata il “ Teatro che Verrà “
La Messa in scena come spesso accade per i miei lavori è essenziale, lascio spazio alla parola, all’oniricità dell’racconto, alle musiche scelte con cura, alle luci, senza cercare effetti particolari, ma emozioni, tentando senza fronzoli d’arrivare in modo più diretto ad emozionare lo spettatore.Lo spettacolo è ambientato in un luogo incantato, figlio dell’immaginazione del protagonista Trullo, che per superare le sue paure si sottopone ad una seduta d’analisi guidata… sceglie lui l’ambientazione : il mare ( questo ai suoi occhi)  , che di riflesso cercherà di demandarlo agli occhi di chi guarderà lo spettacolo. Sceglierà inoltre i suoi compagni di viaggio, gli oggetti, i ricordi, le paure … a queste ultime darà anche un nome : Macchie –“ ed ora è ancora più sporco e devo ripulire, un po’ quello che avrei voluto fare con la mia anima , prima di scendere qui, un tempo ero pronto alla bellezza ora non più “ La Drammaturgia svaria tra la favola nei racconti, e influenze di sceneggiatura cinematografica nei dialoghi, ha inoltre continui flashback, in e out , tra ricordi raccontati e vissuti,  e rapporti psicoanalista – personaggio / paziente – Trullo . È uno spettacolo che mi piace definire “ di Narrazione - ad alto tasso comunicativo” , che debutta nell’epoca dell’incomunicabilità con linguaggi artistici veloci al limite della comprensione, ed è per me, ad oggi una sfida molto importante.  

Diego Sommaripa.