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FARI CULTURALI DEL MEDITERRANEO

Data pubblicazione: 08-05-2019
 
Kalpouzanis

Dopo il successo della prima tappa in Tunisia, dal 10 al 12 maggio il progetto "I Fari culturali del Mediterraneo" arriva a Patrasso, in Grecia. Un ponte che attraversa il Mediterraneo con la musica, l’arte, il teatro sostenuto dal Ministero per i beni e le attività culturali con il bando “Boarding Pass” promosso dal Teatro Bertolt Brecht di Formia con la direzione artistica di Maurizio Stammati, dalla Compagnia Errare Persona di Frosinone con la direzione artistica di Damiana Leone e dal Centro R.A.T- Teatro dell’Acquario di Cosenza con la direzione artistica di Antonello Antonante. Tre giorni di spettacolo con la lettura dell’Odissea tra musica e teatro in un sito archeologico di Patrasso in tre lingue, italiano, greco e arabo, il work shop multidisciplinare con gli studenti greci, spettacoli delle compagnie italiane con le storie del Mediterraneo di "Giufà e il mare" del Teatro dell'Acquario, “Esperanto” degli artisti Damiana Leone, Alessandro Stradaioli, Marco Acquarelli della compagnia Errare Persona, della commedia dell’arte del Teatro Bertolt Brecht con Pulcinella Mon Amour insieme all'artista greco Kalpouzanis che porta avanti la tradizione del Karagiozis o Karaghiozis, il pupazzo ombra e personaggio immaginario del folklore greco, protagonista dei racconti narrati nel teatro delle ombre e delle marionette turco e greco.  Un ponte che si traduce in occasioni di formazione, in promozione di progetti ed iniziative comuni volti allo sviluppo di una cultura di integrazione e di pace, di diversità come ricchezza ed occasione di crescita. Fino a novembre si accenderanno altri Fari in luoghi diversi del Mediterraneo: Siviglia in Spagna (8-9-10 novembre), Formia e Minturno (22-23-24-25 agosto), Frosinone (25-26-27 ottobre) e Cosenza (12-13-14 luglio). Prenderanno vita, così, sei festival interculturali in cui gli artisti dei partner stranieri, l’associazione Il Faro di Patrasso, A.C.POR La Investigation Y Desarollo del Teatro Profesional en Andalucia di Siviglia e Maraya di Tunisi, si alterneranno agli artisti delle compagnie italiane. Una comunità ideale e concreta come quella del Mediterraneo, fucina secolare di tradizioni e arte in tutte le sue forme, un “marchio” distintivo tra cibo, paesaggio e costumi, un patrimonio da preservare. Anche il Mediterraneo come terra di conflitti, di focolai sempre accesi, come un mare maledetto è al centro del progetto che investe nella cultura come unione, nella conoscenza come un ponte tra popoli e Paesi.