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Governo del Turismo: urgente un deciso cambio di passo

Data pubblicazione: 15-01-2019
 

Il “Governo del Cambiamento” ha trasferito, come è noto, le competenze in materia di Turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali (Mibac) al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf oggi Mipaaft).
L’operazione ha preso le mosse dal 1° giugno 2018, data del giuramento del Governo Conte; è seguito il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97; e, infine, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 novembre 2018 (emanato peraltro con un mese e mezzo di ritardo sui termini stabiliti). Secondo queste norme, il definitivo trasferimento al Mipaaft di personale e strumenti operativi si sarebbe dovuto completare il 1° gennaio 2019. Vediamo, ad oggi, che cosa è effettivamente successo consultando il sito internet del Mipaaft.
Del previsto Dipartimento del Turismo ancora non c’è traccia; il Ministro, Gian Marco Centinaio, nel presentare il proprio programma per il turismo, il 24 luglio scorso, manifestò l’intenzione di organizzare il previsto Dipartimento del Turismo presso l’ENIT: al momento non si sa dove è allocato tale Dipartimento.
 Nella sezione “notizie”, per il periodo giugno-dicembre 2018, si leggono solo 4 iniziative riguardanti il turismo, confuse fra altre 106 riguardanti l’agricoltura; in sette mesi il Ministro risulta essersi occupato di turismo solo per siglare due protocolli d’intesa (con l’Argentina, sul turismo di ritorno e con Google, sulla promozione dell’agriturismo), e per tenere due incontri (con gli assessori regionali al turismo e con le rappresentanze delle guide turistiche).
Nulla si dice a proposito della vigente possibilità, per le imprese turistiche, di accedere al credito d’imposta sulle spese di ristrutturazione sostenute nel 2018 su cui, da giugno, nel sito internet del Mibac le pagine della Direzione generale del turismo non sono più visibili.
Carenze e disfunzioni rilevate anche dal Consiglio di Stato, nell’esame del decreto di trasferimento delle deleghe in materia di turismo al Ministero dell’Agricoltura. Secondo i giudici "non appare congruente con l'impianto costituzionale - si legge nel parere - oltre che legislativo primario, trattare il turismo come un aggregato della funzione riguardante l'agricoltura e le foreste, come sembra emergere dall'articolato". In altri termini "il turismo non può essere riguardato come funzione ancillare di altre funzioni statali, siano esse quelle riguardanti i beni culturali siano quelle riguardanti l'agricoltura, l'alimentazione e le foreste, ma semmai come legante di un coordinamento complesso tra tutte le forme di presentazione e di produzione del territorio italiano nella loro potenzialità di fruizione turistica".
 “Il turismo italiano - dichiara Mario Pusceddu, presidente dell’Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo (ISVRA) - attraversa un periodo molto critico. I dati Istat riferiscono che nei primi nove mesi del 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, gli arrivi sono cresciuti appena dello 0,5% e le presenze dell’1,7%; è andato peggio il trimestre estivo luglio-settembre, con gli arrivi a +0,1% e le presenze a +1,2%. Il movimento di ospiti stranieri è stato migliore solo di pochi decimi di punto percentuale rispetto al movimento degli ospiti italiani. Negli ultimi anni non c’erano mai stati risultati così modesti, tenendo anche conto che, secondo le stime preliminari dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO), la media degli arrivi di stranieri verso i paesi europei segnerà, nel 2018, una crescita del 7%, con una punta del 12% per i paesi mediterranei”.  “Il ministro Centinaio - prosegue Pusceddu - nel presentare i suoi programmi per il rilancio del turismo, ha criticato l’inerzia dei ministri del passato e manifestato ferma determinazione nell’attuare riforme rapide, incisive e concrete. L’inizio non è dei migliori… Evidentemente, dunque, è urgente un deciso cambio di passo”.