|

il Puccini di Ozpetec

Data pubblicazione: 30-05-2019
 

Ferzan Ozpetek torna al Teatro di San Carlo per la regia di un’altra opera lirica, Madama Butterfly di Giacomo Puccini. “Il regista che racconta l’amore che salva e l’amore che uccide” – come lo ha definito il giornalista del Corriere della Sera, Valerio Cappelli nell’introduzione all’intervista del programma di sala –dopo La Traviata di Verdi affronta, dunque, il capolavoro pucciniano ma, se Violetta era circondata dal rosso e l’oro dei damaschi, dai grandi cuscini sparsi a terra, dalle ottomane, dai narghilè, da qualche costume orientaleggiante, dalle tante mezze lune per un’atmosfera decisamente turca, Cio-Cio-San non ha nulla di turco ma neanche nulla di giapponese. Lo scopo, dichiarato dallo stesso regista, è l’esigenza di evitare gli stereotipi lavorando sui personaggi. “Goro per esempio mi dava davvero fastidio; l’ho trasformato in uno che vorrebbe essere Madama Butterfly e portarsi a letto Pinkerton”. Per tutti gli altri Ozpetek sceglie una recitazione rigida, con pochi movimenti così anche la scena tanto attesa dell’amplesso coi protagonisti nudi dalla cintola in su non riesce a comunicare sensualità, sa troppo di finzione.La storia è ambientata nella Nagasaki degli anni ’50 dopo il disastro dell’atomica. Un mare in tempesta, nero, minaccioso domina la scena di Sergio Tramonti, quel mare che esprime l’attesa, la speranza, l’illusione di Butterfly e che invece porterà disinganno e morte come efficacemente rappresentato nella scena più bella di tutto lo spettacolo: un filmato in cui la protagonista in primissimo piano si volge lentamente verso il mare burrascoso, presagio del tragico finale. Fa da sottofondo a questo filmato il Coro a bocca chiusa che certamente è elemento essenziale della suggestione della scena. D’altro canto, relegare un momento determinante di tutta l’opera pucciniana a un’esecuzione dietro le quinte per ridurlo a un commento musicale che si fa fatica a sentire è quanto meno discutibile. Gabriele Ferro dirige l’Orchestra del San Carlo con carattere ed energia tanto che a tratti rischia di sovrastare le voci. Ottima l’interpretazione di EvgeniaMuraveva, applauditissima nel ruolo della protagonista, per potenza vocale e sensibilità espressiva. Bene anche il Pinkerton di Luciano Ganci, il Console di Claudio Sgura, la prova di tutto il cast. Un San Carlo strapieno tributa un lunghissimo entusiastico applauso.

Valeria Rubinacci