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IL TEATRO BERTOLT BRECHT VOLA IN BRASILE

Data pubblicazione: 12-09-2019
 
lab.Ghana

Il Teatro Bertolt Brecht di Formia vola in Brasile per il progetto “Teatri Senza Frontiere” promosso dalla rete italiana di teatro per ragazzi UTOPIA (Unione Teatri Operativi per l’Infanzia e l’Adolescenza. Dopo l’ Etiopia (2011), l’Amazzonia\Brasile (2012-13), l’Albania\Kosovo (2014-15), il Ghana (2016-2018), il Kenya (2017), tredici volontari, quattro del collettivo formiano, saranno ospiti dal 15 al 30 settembre delle comunità create da padre Luigi Valentini a San Paolo del Brasile, dove, con infaticabile tenacia, ha costruito scuole e comunità di accoglienza per bambini e anziani non solo a San Paolo ma anche a Belo Horizonte e Salvador de Bahia. Un progetto unico in Italia, quello di Teatri senza frontiere, che da dieci anni porta il teatro per i bambini oltre confine, che ha visto negli anni la realizzazione di momenti di teatro e solidarietà in particolari luoghi del mondo dove miseria e povertà rendono l’infanzia un diritto tutt’altro che acquisito. Un gruppo tredici di sognatori provenienti da diverse formazioni, sia del nord che del sud Italia che aderiscono alla rete di Utopia volano in Brasile. Nelle due settimane di permanenza le sei compagnie teatrali attiveranno un laboratorio di teatro al quale parteciperanno circa cinquanta ragazzi dal 7 ai 14 anni, divisi in due gruppi di lavoro. Sarà allestito con loro uno spettacolo sul racconto del Diluvio e rappresentato a fine corso. Parallelamente i componenti delle sei compagnie coinvolte nel progetto rappresenteranno tutti i giorni un loro spettacolo in diverse scuole e centri nelle sterminate favelas della grande città brasiliana. «Spenti i riflettori su una estate davvero densa di impegni e di risultati importanti venuti dalle tante cose fatte, giusto il tempo di fare un pò di silenzio, preparare il bagaglio e rimetterci in cammino. Questa volta ci attendono i sorrisi, i volti e i piedi nudi dei bambini delle favelas di San Paolo del Brasile. Un mese insieme per rimettere al centro la ricerca del senso di un lavoro troppo spesso confuso  con il commercio , con il facile successo, con il consumo sfrenato. Proveremo a restituire   un granello di dignità a chi sopporta inconsapevolmente il peso di un mondo all’incontrario. Abbiamo comunque la certezza che, come sempre, saranno loro, gli ultimi, a restituirla a noi quella dignità che a volte ci sembra smarrita», afferma Maurizio Stammati, direttore artistico del Teatro Bertolt Brecht.