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L'ambientalismo e la sua possibile deriva autoritaria

Data pubblicazione: 12-08-2019
 

In Europa si aggira un nuovo spettro: l’ambientalismo; l’ambiente è diventato la nuova religione, il pianeta ha assunto le sembianze di una sorta di Cristo, ognuno può e deve misurare le proprie emissioni giornaliere con l’obiettivo di ridurle; prima o poi qualcuno ci dirà che l’inquinamento disturba l’eterna beatitudine delle anime in paradiso! La stessa sopravvivenza è al limite del peccato: mangiare, riscaldarsi, viaggiare e perfino figliare sono reati potenziali; la cantante Miley Cyrus, infatti, ha dichiarato di non volere figli; lo stesso hanno affermato anche il principe Harry e Meghan, decisi più che mai, di mettere al mondo solo due figli per rispettare l’ambiente. La dittatura ecologista, i fanatici ambientalisti, hanno un unico volto, quello di Greta Thunberg, che ora è comparso anche con una bandierina arcobaleno, per sostenere il gay pride in Svezia. Viene facile da pensare che Greta sia solo un’utile pedina, mossa da interessi ed ideologie politiche ben precisi. Pare che l’ambientalismo sia l’ideologia del “politicamente corretto” di élites occidentali globaliste. Il totalitarismo ambientalista, come tutte le ideologie, si incarta su se stesso e si rivela pieno di contraddizioni: si dovrebbero mangiare meno carne e latticini perché aumentano le emissioni di CO2, allora meglio il pesce? no, per carità, il consumo eccessivo impoverisce i mari, poi c’è la microplastica, il mercurio; allora legumi, cerali, frutta e verdura? manco a parlarne, l’agricoltura industriale favorisce la deforestazione; e quindi come si fa a sfamare miliardi di persone? con le coltivazioni locali, un ritorno alla vita bucolica insomma; solo i super ricchi potranno permettersi di comprare a peso d’oro qualunque alimento approvato dalla “religione” ecologista, e gli altri, i non miliardari? si arrangino! A lungo andare ci sarà un ridimensionamento dell’umanità, resterà un bel pianeta pulito, fresco e mezzo vuoto, in cui sopravvivranno solo le grandi élites nei loro castelli super ecologici. Il totalitarismo ambientalista dei nostri giorni, affonda le sue radici nel passato, nel cosiddetto “eco-fascismo”; infatti, la destra estremista ha sempre avuto un interesse per le tematiche ecologiste e il suo obiettivo era quello di approdare ad una profonda connessione con la natura. E’ nel, non lontano, ventesimo secolo  che fiorì la “corrente verde” del nazionalsocialismo tedesco. L’ideologia ecologista nazista si basava su un anti umanesimo e sulla mitologia della salvezza razziale attraverso il ritorno alla terra. Hitler favorì il collegamento tra purezza ambientale e purezza razziale. Le loro politiche ambientaliste furono direttamente responsabili dello sterminio disumano della popolazione ebraica. La realtà della crisi ecologica attuale è incontestabile, la biosfera sta effettivamente subendo un grave danno, ma oggi più che mai, l’impegno ambientalista richiede che le persone evitino di compiere gli errori del passato, trasformando questa apprezzabile causa in un movimento ecologista anti umanistico e dittatoriale; l’ambientalismo, la storia docet, può essere strumentalizzato a vantaggio di una criminalità selvaggia e crudele. Il fine ultimo dev’essere quello di creare una politica ecologista emancipatrice, che abbia la piena consapevolezza dell’eredità dell’eco-fascismo classico e delle sue continuità nel dibattito ambientalista attuale.

Rosanna D’Alessandro