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JOHN GABRIEL BORKMAN

Data pubblicazione: 08-12-2018
 

Sarà in scena fino al 16 dicembre al Teatro Mercadante di Napoli “John Gabriel Borkman” di Henrik Ibsen con Gabriele Lavia nel ruolo del titolo e la regia di Marco Sciaccaluga. La scena che Guido Fiorato presenta al pubblico alla prima apertura di sipario dà l’immagine immediata del freddo di cui parlò Edvard Munch definendo l’opera del drammaturgo norvegese: «Il più potente paesaggio invernale dell’arte scandinava». Di un grigio gelido sono infatti le pareti sbieche che sembrano incombere sugli abitanti della casa, come afferma lo stesso Borkman quando finalmente decide di lasciarla. «I muri si muovono, si stringono.» Ma la stretta è nel cuore del protagonista e delle sue donne, moglie e amante. È la mancanza d’amore, di umana compassione il gelo che dà i brividi a questi personaggi nevrotici, frustrati, centrati su se stessi e sui propri sogni perversi. La regia di Marco Sciaccaluga ambienta la storia in un tempo che potrebbe essere quello attuale perché attualissimi sono i temi della solitudine di chi non comunica, non perché non parla con gli altri ma perché non ha interesse ad ascoltarli. Incisiva la versione italiana del testo firmata da Danilo Macrì che propone un adattamento in due atti a partire dai quattro dell’originale. Efficaci gli spunti sarcastici. Gabriele Lavia offre un’interpretazione potente eppure calibrata, vestendo i panni di un Borkman profondamente odioso, egocentrico, megalomane, maschilista. Emerge con forza in un cast di tutto rispetto a partire da Laura Marinoni nel ruolo di sua moglie Gunhild e Federica di Martino nel ruolo di Ella, sorella gemella di Gunhild e primo amore di Borkman. Ottima prova anche per Roberto Alinghieri, Giorgia Salari, Francesco Sferrazza Papa, Roxana Doran.

Valeria Rubinacci