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IL FALLIMENTO DEL MERCATONE UNO

Data pubblicazione: 31-05-2019
 

Non potranno riaprire i 55 negozi del Mercatone Uno che, in seguito al fallimento della proprietà Shernon Holding, sono chiusi da sabato scorso. L'amministrazione straordinaria ex legge Marzano è ormai scaduta visto che è partita nell’aprile del 2015 e ha una durata di 4 anni. L’unica soluzione per attivare gli ammortizzatori sociali a vantaggio dei 1.800 dipendenti rimasti a casa senza preavviso lo scorso week-end attraverso un messaggio via Facebook, è riaprire una procedura ex novo: tutto è nelle mani del Tribunale di Bologna, che dovrà prendere una decisione al più presto. William Beozzo, presidente dell'Associazione Fornitori Mercatone Uno A.S., afferma: “La nostra richiesta è che vengano sostituiti tutti e tre i commissari, sul loro operato vogliamo chiarezza. Il sottosegretario Giorgio GirgisSorial ci ha assicurato che sarà inserita nel decreto Crescita una norma per estendere anche a noi l'accesso al Fondo Serenella”. A rischiare di rimanere scoperti non sono solamente i fornitori che al 2015 vantavano 180 milioni di crediti verso la proprietà Cenni-Valentini, ma anche chi ha fornito immobili e merci al gruppo distributivo di Imola negli ultimi quattro anni, pensando di essere tutelati dal controllo pubblico del Mise. Circa 20mila clienti, inoltre, hanno versato acconti per 3,8 milioni per della merce che non è mai entrata in loro possesso. A proposito di tutto questo,i fornitori hanno chiesto al Mise accesso agli atti del periodo commissariale per fare chiarezza su come sia stato possibile che un gruppo entrato in procedura con un valore degli asset di 285 milioni di euro sia stato svenduto alla fine del 2018 per 70 milioni, di cui incassati solamente la metà. Quindi risulta evidente come i tre manager incaricati dal Mise di garantire la continuità e il valore aziendale e il soddisfacimento dei creditori non abbiano denunciato la situazione in cui si trovavano visto che il rosso aumentava di 5,5 milioni al mese.

Alessio Landolfi