Va in scena a Napoli “Zaubernacht” di Kurt Weill, nella proposta dell’Ensemble In Canto, diretto da Fabio Maestri con la voce del soprano Patrizia Polia, in programma giovedì 13 novembre (ore 20.30) al Teatro Sannazaro per la stagione musicale dell’Associazione Alessandro Scarlatti presieduta da Oreste de Divitiis. Di raro ascolto, la partitura è eseguita in un particolare allestimento che utilizza l’edizione critica curata da Elmar Juchem e Andrew Auster, versione in cui con particolare evidenza si ritrovano le peculiarità compositive, di raffinata eleganza strumentale ed intensa inventiva teatrale, dell’opera giovanile del celebre compositore tedesco. “Composta nel 1922 – sottolinea Tommaso Rossi, direttore artistico della Scarlatti - Zaubernacht è un affascinante "notturno magico" per voce e ensemble da camera, in cui musica e dimensione fiabesca si fondono in un piccolo capolavoro di poesia e modernità, una pagina storica di cui si erano perse le tracce”. L’opera è rimasta infatti perduta per lungo tempo: la sua partitura originale fu riscoperta soltanto nel 2005 negli archivi di Yale, riportando così alla luce il primo significativo gesto teatrale di Weill. In questa composizione giovanile, è già possibile cogliere e apprezzare l’annuncio della grande rivoluzione musicale e drammatica della sua maturità, che raggiungerà il suo apice con le celebri musiche composte per "L’Opera da tre soldi", messa in scena da Bertold Brecht nel 1928. “Eseguire oggi Zaubernacht – aggiunge Tommaso Rossi - significa riportare in vita un tassello fondamentale della formazione di uno dei più grandi autori del teatro musicale del Novecento. La “pantomima” Zaubernacht , molto più di un pezzo per bambini, rappresenta il primo tentativo di Weill di fondere musica, azione e scena , ovvero un “teatro come totalità espressiva” come egli stesso in seguito lo definirà”. L'opera si inserisce nel vibrante contesto storico della Repubblica di Weimar, un’epoca di straordinario fermento, in cui l’arte aspirava a stabilire nuove e rivoluzionarie relazioni tra le diverse discipline. Un intento visibile in movimenti come il Bauhaus o il Triadisches Ballett di Oskar Schlemmer che con Weill trova infine espressione anche nella musica. “Il teatro musicale di Weill – conclude Tommaso Rossi - dimostra che si può essere semplici e profondi allo stesso tempo e che è possibile coinvolgere tutta la società - dai bambini agli adulti - senza distinzione di classi in un sogno di bellezza”.
Informazioni: www.associazionescarlatti.it











