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LUIGI SANTINI: UNA SCELTA PER DARE UNA SVOLTA ALLA SANITÀ CAMPANA

Data pubblicazione: 24-08-2020
 
Prof.Santini

- Professor Santini, vuole chiarire ai lettori le ragioni della sua scelta di campo in questa delicata tornata elettorale?
"La collocazione politica della mia candidatura è coerente con la mia storia personale e con i valori etici e culturali che ho ricavato dall’insegnamento dei miei maestri. Nel settore sanitario, ma non meno in quelli della filosofia, della storia. Penso con affetto a due grandi personalità come Giuseppe Galasso e Aldo Masullo. Mi considero un democratico, legato a una concezione del mondo che privilegia i valori della solidarietà, dell’inclusione sociale, della parità di genere, dell’avversione  a qualunque forma di discriminazione razziale e politica. A ciò si deve aggiungere la propensione alla mediazione nella ricerca delle soluzioni per i problemi da affrontare. Sostengo da sempre l’importanza del dialogo aperto e senza pregiudizi. Per questa ragione ho ritenuto di aderire alla proposta di presentarmi con la lista “Noi Campani”, che appoggia pienamente e solidalmente la candidatura del Presidente De Luca, mantenendo una sua autonomia. Sono nato e cresciuto in questa Regione; qui ho svolto la mia attività professionale. Sono figlio di questa terra e vorrei servirla il meglio possibile".
- Quindi come vede l’attuale situazione del Paese e della Campania? Quali i problemi sul tappeto per quello che riguarda la sanità?
"Credo, provando a rispondere alla sua domanda, che dovremmo partire da alcuni elementi di contesto: la pandemia non soltanto ha creato e sta creando uno sconquasso planetario, ma impone risposte nuove a problemi vecchi e nuovi. Per quanto riguarda l’Italia vecchie sono le inefficienze e le diseguaglianze, nuovi sono i problemi che il coronavirus ha imposto ai governanti e ai singoli cittadini: occorre una revisione radicale e coraggiosa dei criteri e degli strumenti di intervento delle policies europee, nazionali e locali. Temi che non posso circoscrivere in una risposta. Tengo, però, a insistere su una cosa detta a Rimini da Mario Draghi. L’ex governatore della BCE ha colto con acutezza un punto nodale del presente e dell’avvenire della società globale: non possiamo lasciare alle giovani generazioni il peso degli errori delle generazioni precedenti. È tempo di coraggiose inversioni di tendenza. È tempo di politiche inclusive, di interventi tesi al benessere comune, che superino antichi e radicati egoismi".
- Per quanto riguarda la sanità lei cosa pensa sia necessario fare?
"Proprio in ragione di quello che le ho appena detto, ritengo che le politiche tese alla tutela della salute vadano inquadrate e connesse in strategie di più ampio respiro. Ciò implica guardare alla sanità come un tassello di un mosaico nel quale essa sia collegata strettamente ad altri problemi da affrontare. Faccio qui solamente l’esempio dell’ambiente: è quasi banale ricordare quali influenze sulla salute abbiano tutte le attività e le azioni potenzialmente lesive della salute. Si va dalla cattive abitudini di tanti fino a comportamenti criminali di stoccaggio di rifiuti tossici. Il discorso riguarda l’insieme delle strategie di governo della Regione. Ovviamente, per trovare le soluzioni più idonee, occorre mettere insieme competenze ed esperienze di diversa natura. È quello che occorre fare. Saperlo fare è ciò che si definisce “buon governo”. "
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Il quadro di riferimento che lei ha lucidamente descritto è certamente frutto di una visione strategica chiara. Ambiziosa ma di grande respiro. Le chiedo: in concreto, come pensa che si possa procedere per raggiungere gli obiettivi che ha indicato?
"Naturalmente, il primo passo sarà quello della valutazione delle compatibilità. Economiche, in primo luogo. E non mi riferisco tanto alla quantità di risorse economiche, quanto piuttosto al loro utilizzo. Evitare sprechi, sovrapposizioni di competenze, incongruenze organizzative, responsabilizzare al massimo i dirigenti delle strutture sanitarie sono i passi obbligati da compiere per ottenere nel tempo il risultato di un sistema sanitario regionale all’altezza dei suoi compiti, riconosciuto nella sua efficienza dai cittadini quale struttura cardine del diritto costituzionale di tutela della salute. Sono convinto che le esperienze compiute, le scelte compiute dall’amministrazione regionale, con le inevitabili pecche di ogni organizzazione, saprà rispondere adeguatamente al dovere istituzionale di salvaguardare la collettività, sia nei casi di emergenza (come è il covid 19), sia nella gestione della normalità"
- Per concludere, professor Santini, una domanda personale: lei ha un’ambizione?
"Certamente, sono lieto che lei me lo abbia chiesto, permettendomi di parlarne. Ho l’ambizione di poter contribuire – se il voto degli elettori me ne darà facoltà – a ridare slancio ad una Regione che ha tutte le potenzialità per uscire dalle difficoltà presenti; che può far leva su una storia millenaria, che ha bellezze naturali ineguagliabili, che gode di un patrimonio artistico e culturale invidiato da tutto il mondo; che per intelligenza, volontà e abnegazione dei suoi abitanti non è seconda a nessuno. Non mi nascondo che sarebbe un compito arduo e denso di complessità, ma proprio la mia professione mi ha insegnato che non si può restare fermi, che occorre agire, anche nelle condizioni più critiche, partendo dal presupposto che puoi farcela. Anzi, che devi farcela"

ALBERTO ALOVISI