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BENE SOLO PARRUCCHIERI E SUPERMERCATI, CROLLO NEL SETTORE ALBERGHIERO E NELLA RISTORAZIONE

Data pubblicazione: 28-05-2020
 
Vincenzo Schiavo

Ottime le risposte per le categorie di parrucchieri e barbieri, pessime o sostanzialmente negative quelle invece relative agli altri settori commerciali della Campania. E’ quanto emerge dallo studio condotto da Confesercenti Campania a 10 giorni dalla riapertura delle attività della regione. Tramite un’analisi realizzata su un campione di 1000 attività sull’andamento dopo la riapertura, emerge che a Napoli e in Campania ad essere soddisfatti sono solo i parrucchieri e i barbieri, presi d’assalto dopo la fine del lockdown, dopo il vuoto dei mesi precedenti. Rispetto agli introiti del 2019 nello stesso periodo, infatti, hanno incassato sino al 100% in più con una media di orario di lavoro che arriva anche a 14 ore in alcuni casi. Nel ramo specifico si può dunque dire che si stanno recuperando le notevoli perdite (zero fatturato) accusate tra marzo e aprile 2020. Va molto male invece in altri settori: c’è il crollo nel settore abbigliamento e moda con una diminuzione del fatturato, rispetto a 12 mesi fa nello stesso periodo, intorno al 90%. Peggio ancora nella grande ristorazione, dove si assiste ad un calo del 97-98%. Un po’ meglio il comparto “piccoli ristoranti, trattorie e pizzerie”: dal lunedì al venerdì c’è una diminuzione degli incassi in 12 mesi del 60-70% che si calmiera sino al 40-50% nel week-end, con riferimento soprattutto ai locali delle zone turistiche e storiche di Napoli, in particolare sul Lungomare. Meglio per le pizzerie o locali (gelaterie e pub) che hanno circoscritto esclusivamente al “delivery” e al “take away” la loro produzione. In coda ci sono il settore alberghiero ed extralberghiero (B&B, casa vacanze e pensioni) dove la diminuzione è del 100%. In questi primi 10 giorni di riapertura, per chi ha aperto (visto che almeno il 40% ha deciso di aspettare ancora prima di aprire i battenti), è infatti inesistente o quasi la domanda per il settore turistico (compresi agenzie di viaggio, guide, trasporti nel turismo e accompagnatori).
Un calo sostanziale è invece stato appurato per i Bar e simili, dove l’incasso medio giornaliero è ovviamente molto distante dalle cifre di dodici mesi orsono sino al 70% in meno, in un orario di lavoro che va dalle 9 alle 23.
Tornando invece ai dati positivi, rispetto al 2019 vanno meglio il comparto supermercati/salumerie/macellerie, che hanno avuto un trend in aumento che va dal 20% al 32%. «Le imprese - commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania -   sanno che stanno facendo un salto nel vuoto, e che non c’è mercato. In più il reddito pro capite della Regione Campania è molto più povero di quello che abbiamo lasciato prima dell’emergenza: rispetto a 12 mesi fa si è impoverito del 25%. I dati dunque non ci sorprendono, le difficoltà riguardano quasi tutte le categorie tranne le attività che sono rimaste aperte anche nel corso del lockdown e quelle che stanno avendo buone risposte dopo la riapertura. Ci preme però sottolineare l’assoluta crisi della filiera del turismo, degli alberghi, dei grandi ristoranti e del wedding: c’è il concreto rischio di chiusure definitive delle attività se non ci sarà un sostegno ulteriore, nei prossimi mesi, dei governi nazionale e provinciale».
RINCARO DEI PREZZI NEI DETERSIVI. Nell’analisi del momento Confesercenti lamenta un rincaro importante dei detersivi della casa, in media più costosi del 50-60% rispetto al 2019. Un esempio per tutti: l’alcol da 700ml aveva 12 mesi fa un costo di 1.50/1.80 euro, ora si arriva sino ai 6 euro a bottiglia. E lo stesso dicasi per molti detersivi disinfettanti: 12 mesi fa costavano 1/1.50 euro, adesso 2.70/3 euro. E’ un rincaro altissimo, dovuto alle case produttrici e non ai negozianti.
RICHIESTA DI FINANZIAMENTO. Un altro capitolo è quello relativo alla richiesta di credito, che è uno dei motivi che sta spingendo una parte delle imprese del commercio a non riaprire ancora, non potendo coprire le varie spese dopo aver contato le perdite. Secondo i dati raccolti da Confesercenti Campania, la richiesta di Finanziamenti nella nostra regione è di 383.000 aperture di pratiche per la somma di 25.000 euro. Il 46% (176.000 attività) ha ricevuto un diniego, il 16% (61.000) ha avuto la conferma del finanziamento e solo la metà di essi ha ricevuto la liquidità. Infine il 38% (circa 146.000 imprese) è ancora in attesa di ricevere l’esito(approvazione o meno della richiesta) dalla Banca.
 

Ales.Savino