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SOLIDARIETÀ E SMARTWORKING

Data pubblicazione: 30-03-2020
 

Il COVID-19 ha causato decessi, panico, ansia. C’è stata però anche tanta solidarietà tra gli italiani e anche solidarietà dimostrata da molti altri Paesi nei confronti del nostro. Molte comunità cinesi hanno donato mascherine, come le 2mila mascherine per Santa Croce sull'Arno, quelle donate a Cagliari, a Camporosso, 3mila mascherine a Napoli, ma anche la comunità etiope di Milano che sta aiutando la Croce Rossa. In Italia è stato fatto un grande passo avanti grazie a questo virus debilitante: è stata attivata la didattica a distanza per scuole ed università e lo smartworking. Ad esempio i docenti dell’Università di Napoli Federico II e molti insegnanti hanno iniziato a tenere corsi negli stessi giorni e agli stessi orari previsti per la didattica frontale, ma on line, tramite piattaforme come Skype, Microsoft Teams, Facebook, YouTube. L’Italia è infatti uno dei pochi Paesi in cui le università telematiche sono da sempre state snobbate e lo smartworking non è quasi mai stato messo in pratica. Quando questo virus sarà stato debellato e sarà stato trovato un vaccino per evitare nuovi contagi, ci si augura che dopo questo grande passo avanti fatto in Italia, non se ne facciano due indietro. In situazioni di grave allerta meteo che costringe studenti a restare a casa e a perdere lezioni, una soluzione (possiamo quindi dire “già verificata”) potrebbe essere quella di fare lezione on line per evitare agli alunni di perdere giorni di scuola. Molti lavoratori-genitori spesso non sanno a chi lasciare i figli in casi come questi, quando le scuole sono chiuse per allerta meteo, per occupazione, per problemi della struttura, ma le aziende no. Una soluzione potrebbe essere quella di consentire lo smartworking in queste circostanze. Altro esempio è sicuramente quello di persone affette da disabilità motoria e quindi impossibilitate a spostarsi. Lo smartworking ridurrebbe i costi alle aziende, poiché non sarebbero più necessari grandi edifici con postazioni, si ridurrebbero costi di elettricità, connessione ad internet, manutenzione e pulizia delle infrastrutture e aumenterebbe il numero degli occupati in Italia.

Valentina Di Febbraro