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ORAZIO GHEDINA di Ennio Lappi

Data pubblicazione: 20-04-2021
 
Orazio Ghedina copertina

È sempre difficile recensire un libro che parla dei tuoi avi, e mi riferisco a “Orazio Ghedina”, sottotitolo Un personaggio notevole per le Giudicarie (Valli del Trentino) di Ennio Lappi, che è il padre di mio padre, ovvero mio nonno. Un nonno mitico perché mai conosciuto. È morto infatti nel 1937 (colpito probabilmente da infarto sul biroccino mentre passeggiava, insieme all’amata sorella Rosele nelle cui braccia è spirato. Come dicevo un nonno mitico, della cui personalità forte avevo appreso sia dalle parole di mio padre, Rodolfo, undicesimo figlio della nidiata di 14 che mio nonno Orazio insieme a mia nonna Clementina misero al mondo, 10 maschi e 4 femmina. Rodolfo, mio padre così chiamato in onore di Rodolfo d’Asburgo, figlio di Francesco Giuseppe, suicida a Mayerling,  l’imperatore d’Austria per cui mio nonno lavorava. Laureatosi a Vienna in Ingegneria Forestale,  nell’allora Impero Asburgico di cui il Trentino-Alto Adige faceva parte. Il sogno di Orazio Ghedina era di poter dar vita ad una sorta di Orto Botanico che contenesse tutte quelle specie arboree tipiche del luogo  sia estinte che no, per cui acquistò i terreni in quella che oggi è conosciuta come Valle Algone, nelle Giudicarie, dove oggi c’è il Rifugio Ghedina portato avanti con amore da Daniela, Mariella e Mirta Ghedina, figlie di Decio (perché decimo figlio) che l’ha condotto insieme alla moglie Milindi fino alla sua scomparsa. Orazio Ghedina, di Cortina d’Ampezzo, della famiglia anche di quel Kristian Ghedina (altro ramo) campione di sci, e cugino di secondo grado. Ma torniamo ad Orazio un uomo integerrimo, con lui c’era poco da scherzare, e lo sanno bene sia i familiari che i suoi sottoposti. In questo volumetto, interessante non solo per noi di famiglia, ma per tutti , redatto da Ennio Lappi che ha attinto le notizie dai familiari, mio cugino Diego Coelli, figlio di Rosetta Ghedina penultima figlia, la tredicesima, di nonno Orazio, in possesso sia del materiale fotografico che documentario. Una famiglia che annovera soprattutto pittori, ricordo infatti che mio padre (era tipografo) disegnava benissimo ed io ho preso da lui questa dote, oltre a quella della scrittura. Insomma suggerisco di dare un’occhiata a questo testo che narra di tempi antichi e di uomini  di carattere come non ce ne sono più. Un sogno quello di Orazio Ghedina  non portato a termine, la morte non fa sconti, resta comunque Valle Algone, un luogo non solo di sogno per noi nipoti , una Valle incontaminata nel verde e dominata dalle Dolomiti, dove ancor oggi si sta al lume di candela, per ora, forse si decideranno a  farci arrivare la corrente elettrica. Per cui chi ci vuole andare deve arrivare a Trento, prendere la Corriera fino a Ponte Arche (dove si sono le Terme di Comano) e poi inoltrarsi, dietro indicazione (la strada per Campiglio) in questa Valle di sogno.
Grazie nonno Orazio, sei mitico come tutti i Ghedina.  Un ringraziamento ad Ennio Lappi che ha dato spazio alla memoria di un uomo d’altri tempi che meritava di essere ricordato.

(Un grazie alle Amministrazioni comunali di Stenico/Comano Terme/Tre Ville per il supporto finanziario per l'uscita del volumetto a Franco Dezulian,Lorenzo Dezulian, Claus Soraperra, Lodovico detomas e Giovanni Sicheri per l'amichevole collaborazione)
 

AnnaMaria  Ghedina

"Orazio Ghedina" di Ennio Lappi  - Effe Erre Litografica - Trento