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Teatro Mercadante: applauditissimo "I Giganti della montagna" firmato Lavia

Data pubblicazione: 17-01-2020
 
Gabriele Lavia i Giganti

Un sipario sghembo si apre lentamente su un teatro diroccato.I palchi instabili si allineano ai lussuosi palchi del Mercadante suggerendo un’idea di continuità e al contempo di frattura, di decadimento. È il teatro nel teatro, tema tanto caro a Pirandello, quello che la mirabile scena di Alessandro Camera accoglie lo spettatore per “I Giganti della montagna” nell’allestimento prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana per l’interpretazione e la regia di Gabriele Lavia. “I Giganti sono gli uomini del fare, mentre il teatro – afferma l’attore e regista – è fatto dagli uomini dell’essere. Luigi Pirandello l’aveva capito molto bene. Perciò, ho voluto come scenografia un teatro distrutto.” Lavia affronta quello che viene considerato il testamento artistico di Luigi Pirandello - non solo in quanto ultima opera incompiuta del genio di Girgenti ma anche e soprattutto in quantoculmine e sintesi della sua poetica – interpretando magistralmente un Cotrone vitale, reattivo, disperato, presentandolo con una recitazione evidentemente corporea, materiale, fisica. “Pirandello vive con I giganti della montagna il suo grande momento espressionista. Si tratta di un espressionismo onirico, fantastico, visionario.” afferma Lavia e proprio quest’ultima dichiarazione sintetizza il senso e la malia dello spettacolo visto al Mercadante. Fisica è, dunque,anche l’interpretazione richiesta ai bravi artisti che lo accompagnano sulla scena: Federica Di Martino, Clemente Pernarella, Giovanna Guida, Mauro Mandolini, Lorenzo Terenzi, Gianni De Lellis, Federico Le Pera, Luca Massaro, Nellina Laganà, Ludovica Apollonj Ghetti, Michele Demaria, Simone Toni, Marìka Pugliatti, Beatrice Ceccherini, Luca Pedron, Laura Pinato, Francesco Grossi, Davide Diamanti, Debora Rita Iannotta, Sara Pallini, Roberta Catanese, Eleonora Tiberia. Contribuiscono al successo dello spettacolo i fantasiosi costumi di Andrea Viotti, coloratissimi per gli Scalognati e i Fantocci, cupi e sdruciti per la Compagnia della Contessa; le luci e gli incantevoli giochi d’ombra di Michelangelo Vitullo; le coreografie impeccabili di Adriana Borriello. Le musiche di Antonio Di Pofi sono struggenti nei passaggi più intimi ma poi sovrastano le voci nei momenti più vivaci a scapito, spesso, della comprensione. Il pubblico applaude con entusiasmo.

Valeria Rubinacci