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Sicurezza stradale, allarme in Campania a Napoli meno morti ma più incidenti e feriti

Data pubblicazione: 26-10-2020
 

Sette sinistri al giorno e 4 morti a settimana, 187 euro pro capite il costo sociale dell'incidentalità, cioè un miliardo di euro in Campania. La guida distratta la principale causa, le strade extraurbane le più pericolose, a Napoli meno morti, ma più incidenti e feriti. E' preoccupante la inversione di tendenza sulla sicurezza stradale in Campania, le cifre e i dati più recenti da parte di Aci-Istat rilevano, infatti, un generale aumento degli incidenti e delle loro conseguenze (morti e feriti). Risuona l'allarme insomma, i numeri parlano chiaro. Nel 2019 nella nostra regione si sono verificati 10.058 sinistri (+3,5% rispetto al 2018) che hanno provocato 223 decessi (+8,3%) e 15.067 feriti (+2,9%). Ma in tutto questo emerge un dato positivo che riguarda il Comune di Napoli, dove le vittime sono diminuite invece del 31,3%, pur in presenza di una impennata degli incidenti (+9,9%). Va comunque fatta una chiarezza, e cioè che in base alla Convenzione di Vienna del 1968, in queste statistiche sono inclusi solo i sinistri con danni alle persone e i deceduti entro il trentesimo giorno dalla data dell'incidente. In sintesi vediamo l'esatta situazione registrata a Napoli, in provincia e nella regione. Lo scorso anno nel comune partenopeo si sono verificati 2.526 incidenti in cui 22 persone hanno perso la vita, e 3.478 hanno riportato lesioni più o meno gravi. Rispetto al 2018 è aumentato il numero di sinistri (+9,9%) e di feriti (+10,4%), mentre è notevolmente diminuito quello dei morti (-31,3%). Il 68,2% e il 18,2% delle vittime è costituito, rispettivamente, da centauri e pedoni. Molto critico è il dato sui giovani: ben il 41% dei morti e il 42% dei feriti hanno una età inferiore a 30 anni. La guida distratta, prevalentemente dovuta all'uso del telefonino, è la principale causa degli incidenti (29,6%), mentre all'alta velocità è riconducibile la maggior parte di quelli mortali (39,1%). La fascia oraria tra le 22 e le 6 del mattino è quella più letale: il 31,8% dei decessi, infatti, si verifica proprio durante la notte. Lo scenario si fa più grave in provincia, dove nel 2019 sono stati rilevati 5.313 incidenti con 87 morti e 7.594 feriti. In un anno risultano in aumento sia i sinistri (+2,5%) che gli infortunati (+3,4%), mentre il numero dei decessi è in diminuzione (-1,1%). Il fenomeno è maggiormente concentrato nei centri abitati: ben l'83,6% degli incidenti, infatti, avviene in città, ma il tasso di mortalità, ovvero il rapporto morti-incidenti è più elevato sulle strade extraurbane dove si registrano 4,9 decessi ogni 100 sinistri. Un incidente mortale su quattro è attribuibile a scontri frontali-laterali. E Pozzuoli risulta il comune della Città metropolitana con il maggior numero di incidenti (175), di morti (5) e di feriti (283). In tutta la regione infine, è decisamente negativo l'andamento della sinistrosità. Un generale aumento in controtendenza rispetto al dato nazionale dove tutti questi parametri risultano in diminuzione, rispettivamente dello 0,2, del 4,8 e dello 0,6 per cento. Benevento è la provincia in cui si rilevano il maggior incremento di incidenti (+18,3%) e di feriti (+8,5%), ma anche la più alta contrazione di decessi (-15,4%). Il più elevato aumento di morti, invece, si registra a Salerno (+21,4%), mentre a Caserta spetta il triste primato campano del tasso di mortalità: 4,4, cioè il doppio di quello campano (+2,2), già piuttosto elevato in confronto al tasso nazionale (1,8). Sulla base dei dati sin ad oggi rilevati, la Campania risulta sempre più lontana dall'obiettivo europeo del dimezzamento del numero delle vittime della strada da raggiungere nella decade 2010-2020. "La sinistrosità stradale, con le sue tragiche conseguenze, continua ad essere una piaga dolente del nostro territorio - dichiara il presidente dell'Aci Campania, Antonio Coppola - E' vero che fra tante negatività spicca il dato rilevante della diminuzione di morti a Napoli, ma è altrettanto significativo che questa città si connota sempre più a rischio per pedoni e centauri. E non potrebbe essere diversamente visto lo stato indecente in cui versano le strade del nostro capoluogo. E ciò preoccupa notevolmente, in chiave futura, con la diffusione della micro mobilità elettrica in mancanza di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria. Ed è proprio questo il punto nodale: per la sicurezza stradale gli enti locali - conclude Coppola - continuano ad eludere l'articolo 208 del Codice della Strada che impone loro di destinare, almeno, il 50% dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie (leggi multe, ndr) in interventi per il miglioramento della circolazione e l'educazione stradale".

 

Mattia De Simone