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AL PAN SI CAMMINA TRA ARTE E MODA

Data pubblicazione: 15-07-2019
 
Pan

E’ una manifestazione divisa “Tra arte e moda” e vede l’esposizione di alcune opere dell’eccentrico artista britannico, il cui principale materiale sono i tessuti. Sono delle vere installazioni visto che i volti creati da Lismore sono l’unica parte della scultura non coperta da colori, strass, foulard, bigiotteria, copricapi stravaganti, veli, paillettes, e quant’altro possa far diventare un abito un’opera d’arte. Camminando nelle sale del PAN, al primo e al secondo piano del palazzo, la moda e l’arte sono un mix di bellezza per gli occhi, emozione nell’immedesimarsi vestiti in quegli abiti, fascino e arte dovuti anche alla bravura degli studenti dell’Accademia di Moda IUAN di Napoli. Non è possibile non citare le opere di giovani artisti come Benedetta Risolo, Martina Maieron, Raffaella Cinquegrana e Domenico Picardi che nel loro abito color verde acqua hanno disegnato la morfologia di un tumore, Elena Sofia Casolaro, Giuseppe Onorati, o Francesca Apreda che con i suoi due busti di cera, uno perfetto e l’altro che tende a sciogliersi, come l’”Imperfezione”, che è appunto il titolo dell’opera, dell’uomo, possa distruggere qualcosa di impeccabile facendolo però diventare insolitamente più coinvolgente. E proprio a Francesca, presente alla mostra, facciamo qualche domanda.

- Francesca raccontaci qualcosa di te.

“Ho diciannove anni, vengo da Meta di Sorrento e amo moltissimo disegnare. Da grande vorrei entrare nel settore dell’alta moda”.
- Che scuola hai fatto?
“Sono allieva dell’Accademia della Moda UIAD di Napoli”.
- Come mai hai usato la cera come materia prima per le tue sculture? E perché invece di creare un vestito hai fatto quei volti?
“Inizialmente era un abito di cera, poi mi sono detta: perché non provare a fare una scultura? Volevo fare qualcosa di diverso: usare la cera sciogliendola, anche perché il tema del concorso era l’Inclusione, quindi ho deciso di cambiare sia materiale che tecnica”.
- Come hai saputo di questo concorso?
“A scuola ci hanno informato del concorso e ho voluto partecipare, e ho vinto!”

L’entusiasmo di Francesca, crediamo sia uguale a quella degli altri ragazzi che si sono cimentati a creare e a produrre una loro opera da mettere a concorso, emulando così uno dei loro “maestri virtuali” ed “esempio da imitare”, ossia proprio Daniel Lismore. In attesa di vedere cosa il PAN organizzerà nei prossimi mesi, godiamoci fino al 1° agosto l’evento “Inclusion”.
   

Gerardo Moretta