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Heartbeatbill

Data pubblicazione: 13-01-2020
 

In America, da un paio d’anni, diversi Stati stanno approvando leggi contro l’aborto. Questa inversione di tendenza si scontra con l’opposizione dello star-system, che minaccia di boicottare gli stati che le approvano. In particolare in Georgia, dove molte produzioni televisive e cinematografiche si sono trasferite per le agevolazioni fiscali offerte loro; infatti, la Georgia, negli ultimi anni, si è affermata come set alternativo a Los Angeles e New York per film e serie tv. Ed è proprio in questo Stato che nel maggio 2019 il governatore repubblicano, Brian Kemp, ha firmato una legge che vieta il ricorso all’aborto dopo l’individuazione del battito cardiaco fetale dell’utero, solitamente riscontrabile a 6 settimane dall’inizio della gravidanza;si tratta di una battaglia culturale che sta molto a cuore al partito repubblicano e al Presidente Usa Donald Trump. Questa legge, chiamata “heartbeatbill”, andrebbe, però, in diretto conflitto con la con la Roe v. Wade, la storica sentenza della Corte Suprema del 1973, che protegge il diritto legale di una donna di praticare un aborto fino alla vitalità fetale, cioè fino a quando il feto è in grado di sopravvivere fuori dall’utero materno, che tipicamente avviene tra la 24esima e la 28esima settimana della gravidanza. La proposta di legge di Kemp ha fatto storcere il naso a molti, specie alle aziende cinematografiche, come Warner Media, Marvel, Disney e Netflix, che hanno affermato che potrebbero prendere in considerazione la possibilità di spostare le loro produzioni fuori dallo stato, qualora la legge del “battito cardiaco” venisse di fatto approvata. Il CEO (l’Amministratore Delegato, ndr) della Disney, Bob Iger, ha dichiarato che la legge renderebbe difficile alla società continuare a fare affari in Georgia, “molte persone che lavorano per noi non vorranno lavorare lì”, se la legge dovesse entrare in vigore. Il responsabile dei contenuti Netflix, TedSarandos, in una dichiarazione alla CBS News ha affermato:“Il diritto di una donna di fare delle scelte sul proprio corpo è fondamentale per il suo benessere personale e professionale; se mai la legge contro l’aborto dovesse entrare in vigore, dovremmo ripensare al nostro intero investimento in Georgia”. Le azioni da parte di alcune aziende schierate per i diritti della donna, sono molto significative, fanno eco ad una situazione che è già difficile in Georgia e anche in Alabama, dove le donne devono ancora affrontare molti ostacoli per abortire, essendo questi due alcuni degli stati più ostili verso l’accesso all’aborto. Basti pensare che in Alabama sono solamente tre le cliniche che effettuano la procedura. Molti di noi utilizzano e amano Netflix, il contenitore di sogni e di serie tv che hanno lasciato il segno; è una delle piattaforme più economiche di streaming (legale!). Netflix è un contenitore di arte e si sa che l’arte lotta, come ha sempre fatto, per la libertà, per i diritti umani e per il sostegno delle minoranze, cancellando le diversità. In Georgia, Netflix ha girato prodotti dal calibro di StrangerThings, Ozark e The Walking Dead;è possibile che l’eventualità di perdere milioni di dollari possa far ripensare gli stessi, che professano un codice morale in nome di Dio, chesarà forse più convincente seguire il Dio denaro! “Abbiamo molte donne che lavorano a produzioni in Georgia, i cui diritti, insieme a milioni di altri, saranno severamente limitati da questa legge, ed è per questo che lavoreremo con l’ACLU e altri per combatterla in tribunale”, ha così concluso Ted Sarandos. E’ possibile che la Corte Suprema imponga il suo giudizio, rivedendo quanto approvato dalla legge di Brian Kemp (noi ce lo auguriamo!).

Rosanna D’Alessandro