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Teatro Acacia: strepitoso concerto di Michele Campanella e Monica Leone

Data pubblicazione: 13-05-2022
 

Costruita secondo uno schema che ricorda una suite di impianto barocco con un prologo e, a seguire, quattro moduli paragonabili ad altrettanti movimenti, la rassegna è partita lo scorso 5 aprile con l’acclamatissimo concerto di Uto Ughi e Bruno Canino a fare, appunto, da prologo e prosegue con un primo modulo di serate pianistiche aperte, come da tradizione, dal M° Campanella. L’incontro ha, però, anche un’altra valenza simbolica messa in evidenza nell’intervento di Stefano Valanzuolo che, in veste di nuovo direttore artistico dell’associazione Maggio della Musica, ha espresso la sua ammirazione per il M° Campanella, direttore artistico uscente. Passaggio di consegne, dunque, evidenziato anche dal musicista al suo ingresso in palcoscenico affiancato da Monica Leone.
Programma poco frequentato quello scelto dai due musicisti: La Sinfonia n.9 in Re minore S464/R128 di Ludwig Van Beethoven nella trascrizione per due pianoforti del 1851 di Franz Liszt. Come sempre Michele Campanella apre la serata con qualche nota storica e tecnica “per entrare nel discorso”. Parte, così, dal rapporto che Liszt intrattenne con Beethoven e con la sua musica. “Liszt è nato sotto la stella di Beethoven ed è stato fedele a Beethoven per tutta la vita” Pur essendo stato un enfant prodige e un “formidabile improvvisatore” che, fino agli anni della gioventù, si allontanava con “spudorata libertà” dai testi originali, nel caso delle sinfonie di Beethoven, trascritte per piano in età più matura, si impegnò a mantenersi quanto più possibile fedele a quelli “egli considerava testi sacri.” Quella ascoltata al Teatro Acacia è la seconda trascrizione scritta da Liszt “rispettando ogni piccolo dettaglio, differenziandosi così dalle tante trascrizioni allora in circolazione, rozze e troppo semplificate per restituire il valore originario della musica.” Un programma così ambizioso, affidato a due grandissimi interpreti, non poteva che dar luogo a una serata magica. Tecnica impareggiabile, personalità interpretativa, sensibilità artistica hanno incantato il pubblico che ha ringraziato gli artisti con un’esplosione di applausi.
Inizia con i migliori auspici, dunque, il Maggio della Musica, con una serata che, allo stesso tempo, chiude la stagione concertistica del Teatro Diana. “Sono fruttuose e auspicabili queste collaborazioni” ha sottolineato Stefano Valanzuolo e ha ribadito anche il M° Campanella che ha salutato il pubblico delle due istituzioni affermando: “È un’impresa meravigliosa ma micidiale per chi l’esegue anche per l’emozione che comporta” Emozione comunicata, meglio che dalle parole, dal commosso abbraccio tra i due musicisti alla fine del concerto.

Valeria Rubinacci