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SABATINO SCIA CI SPIEGA L'HOLODOMOR

Data pubblicazione: 10-11-2020
 

Si deve a Sabatino Scia, pittore e scrittore napoletano, il primo “racconto per immagini” che ci svela, attraverso la bellezza dei suoi quadri, tutti i terribili segreti del genocidio di cui è stato vittima il popolo ucraino, perpetrato per volere di Stalin negli anni dal 1928 al 1933. Stalin, infatti, provocò scientemente una carestia che servì a piegare la resistenza dell’Ucraina contro l’imposizione di assoggettarsi al volere della Russia staliniana: ogni prodotto utile all’alimentazione fu requisito per ordine del dittatore e ciò provocò la morte di milioni di persone. Questa tragedia, così poco nota, è denominata “Holodomor”, termine che significa esattamente “morte per fame”. Tutto nacque perché i contadini ucraini si rifiutarono di vendere il loro raccolto esclusivamente ad unico acquirente: il Governo dell’URSS, e per giunta a prezzi imposti. La reazione di Stalin fu spietata: esecuzioni sommarie per chi veniva trovato con prodotti alimentari nascosti, requisizione di ogni capo di bestiame e di ogni prodotto agricolo, incendi di case e fattorie; i più “fortunati” venivano condannati a 10 anni di carcere duro in Siberia. A Sabatino Scia sono stati commissionati dalle autorità di Kiev cinquanta quadri da esporre nelle sale del “Memoriale dell’Holodomor” a Kiev. Per il momento il pittore ne ha realizzati ventuno di cui cinque già esposti e sedici che saranno esposti entro la fine di novembre; gli altri saranno consegnati entro i prossimi due anni. I colori brillanti e fortemente attrattivi che Scia utilizza, pare che esaltino ancora di più l’orrore e il dolore per le scene che i quadri raccontano. Sì, perché è esattamente un racconto dell’Holodomor che l’artista napoletano realizza con la sua pittura. E, d’altra parte, il racconto in quanto tale, è l’altra faccia della sua arte: quella della scrittura. Sabatino Scia ha pubblicato molti libri di favole, alcuni con importanti editori come Pironti, Mursia, Europa Edizioni, Avagliano (con cui ha pubblicato un libro poi tradotto in francese e distribuito in Francia dallo stesso Avagliano). Ancora, oltre a cimentarsi da solo con le sue favole, ha scritto a quattro mani sia con Alda Merini che con Maria Orsini Natale; tra i grandi nomi che hanno realizzato le prefazioni dei suoi libri, può vantare le firme di Dacia Maraini, Mario Luzi, Francesco D’Episcopo. Nel 2007, proprio da una collaborazione con Alda Merini, nasce il libro “Alda ed io” che risulta poi essere fra i tre vincitori del “Premio Elsa Morante”. Impegnato soprattutto nel sociale, Sabatino Scia è un artista di tutto rispetto e di grande valore che merita grande considerazione e stima, almeno quanto quella che gli hanno dimostrato le autorità ucraine.
                                                                                                                                                                                                                 Toni Rossi