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DIECI DOMANDE A UN'ARTISTA NAPOLETANA

Data pubblicazione: 08-01-2021
 
L'anima Nuda

Darmstadt (Germania). In Italia non esportiamo, purtroppo e meno male, soltanto “cervelli”, ma anche talenti nelle arti letterarie, gastronomiche, figurative… E ci sta anche qualche “cervello artistico” che si sta facendo strada nell’arte contemporanea come la pittrice ingegnera posillipina Manuela Vaccaro. Poniamole delle domande per conoscerla meglio:
- Quando ha scoperto la sua vena artistica?
“Praticamente da sempre, dipingo da quando ero bambina. E’ sempre stato il mio mondo magico e segreto, il mondo della mia anima. Ho interrotto e ripreso in vari periodi della mia vita… ma la nascita di mio figlio è stata determinante e abbiamo dipinto insieme per molto tempo.”
- Su quale stile pittorico si orienta?
“Sono sempre stata figurativa, un po’ pop, e per certi versi ho sperimentato molto. Ora sento l’esigenza di andare verso l’essenziale e l’astratto.”
- In quali città ha esposto le sue opere?
“Napoli, Roma, Salerno, Nizza, Berlino, Basilea, Gent.”
- Tra i vernissage cui ha partecipato, dove ha ottenuto una soddisfazione inaspettata?
“E’ stato bellissimo esporre in spazi pubblici, ad esempio a Castel dell’Ovo dove ho tenuto una personale nella sala delle prigioni. Tantissimi turisti da tutto il mondo si sono incuriositi, mi hanno fatto mille domande e anche comprato i miei lavori. Bellissimo anche esporre a Nizza e Berlino, ricordo gente entrare in galleria fino alle due di notte e parlare d’arte e di vita fino all’alba.”
- Quale è stata la sua prima opera?
“All’età di 4 anni ho iniziato a dipingere tentando di copiare van Gogh. Papà mi regalò tele e colori ad olio in questa magica valigetta di legno che all’epoca mi sembrava enorme e salivo sulla scala nonostante le urla di mamma per leggere i suoi libri illustrati sui pittori di tutti i tempi. Vincent Van Gogh mi folgorò, e il mio primissimo lavoro fu una copia mal riuscita del seminatore. Il secondo un tentativo di Jeanne Hebuterne di Modigliani. Da allora non ho più smesso.”
- A cosa si ispira quando dipinge?
“I miei stati d’animo sono la mia principale fonte di ispirazione… sento come un’urgenza di dipingere e non posso farne a meno.”
- Quanto c’è del genio artistico italiano in lei?
“Sicuramente un pizzico di follia e il pensare fuori dagli schemi.”
- Chi è il suo artista preferito?
“Vincent Van Gogh, come ho detto prima, e Frieda Kahlo. Ammiro e percepisco la loro forza e la loro immensa energia dai lavori. Sono stati persone, oltre che artisti eccezionali.”
- Lei è un’ingegnera e lavora nella città di Darmstadt in Germania. Ha trovato notevoli differenze tra lo stile di vita partenopeo e quello degli abitanti della regione dell’Assia?
“Si, ci sono molte differenze; sicuramente i tedeschi hanno grande forza e disciplina, senso dello stato e del sociale, ma sono anche persone di gran cuore e, come i napoletani, quando ti aprono il loro cuore, ti custodiscono in esso per sempre.”
- Ha un sogno nel cassetto nell’ambito professionale?
“Si, vorrei lavorare nel campo dell’intelligenza artificiale, non sole nell’agenzia spaziale Europea, ma anche alla NASA o per SpaceX. Sarebbe meraviglioso.”
La ringraziamo per averci concesso quest’intervista e aspettiamo un invito alla sua prossima esposizione.

Gerardo Moretta