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AL TRAM : LA VERITÀ DI UN CARNEFICE

Data pubblicazione: 03-02-2020
 
Ad occh chiusi

Dal 6 al 9 febbraio al Teatro TRAM va in scena “Ad occhi chiusi”, scritto e diretto da Luca Pizzurro e interpretato da Andrea Fiorillo. Un monologo denso di suspense che racconta una verità terribile affrontando un tema sempre più attuale e scottante. E lo fa assumendo il punto di vista del carnefice. Luca Pizzurro, regista e autore romano, direttore artistico del Teatro del Torrino, ha elaborato e messo in scena per la prima volta lo spettacolo dieci anni fa, ma la tematica, che si scopre solo alla fine, è ancora una delle più discusse dall’opinione pubblica. Torna così con un nuovo allestimento e lo fa nella piccola sala di Via Port’Alba a Napoli, sempre attenta alla ricerca e alle produzioni indipendenti. “AD OCCHI CHIUSI” è un testo in cui l’autore, immedesimandosi nella psiche di un “carnefice”, ne porta in scena pensieri, soliloqui, immaginazioni. Quello che l’autore sceglie di adottare è un punto di vista scomodo, insolito, destabilizzante, decidendo di seguire i pensieri di un uomo che compie le sue “azioni” in nome di quello che lui definisce amore.
Sulla scena ritroviamo un personaggio che si mostra affascinante, ci apre le porte della sua casa romana, regalandoci il piacere di sentire l’odore del caffè appena fatto, dell’ascolto di buona musica e del fascino di un libro di cui non sapremo mai il titolo. Dietro questa rassicurante apparenza, però, si nasconde una realtà terribile ed inaccettabile per la società: ma non per lui che, “ad occhi chiusi”, commette i suoi crimini dettati e reiterati da una sua coerente visione dell’amore, dietro la quale si nasconde una verità indicibile.
“AD OCCHI CHIUSI risponde perfettamente alla necessità che ho quando scrivo, di trovare una storia che sento il bisogno di raccontare – spiega Luca Pizzurro - e la storia di Bruno, protagonista del mio spettacolo, si riesce a raccontare soltanto se ti abita dentro, o perché l’hai vissuta o perché l’hai conosciuta. Ciò su cui mi sono interrogato in occasione di questo nuovo allestimento è perché ritornare tra le pagine di quel copione dopo dieci anni dal suo debutto. E la risposta è stata semplicemente tragica, perché è una storia, ancora oggi, terribilmente attuale. Una storia ruvida da toccare, difficile da guardare, e che non può lasciare indifferente”.