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Il carcere femminile di Pozzuoli: altre occasioni di riscatto.

Data pubblicazione: 10-11-2020
 

In un momento storico quale quello che stiamo tutti vivendo sull’intero pianeta a causa di una pandemia che ci ha devastati nel profondo, la vita inesorabile continua a scorrere. Ma se la frenesia quotidianamente ci pervade perché presi dai tanti impegni, all’interno di un carcere tutto si muove con più lentezza. Il tempo sembra scorrere con più calma, quella frenesia sembra essere spezzata dal suono dei cancelli che si aprono e si chiudono o dagli avvisi che ricordano il sopraggiungere di un colloquio, di una videochiamata o da un’attività che sta per cominciare. Ebbene si, in tutta questa lentezza, anche dentro a un carcere la vita continua e non deve fermarsi….
Nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli si sono appena conclusi due corsi  e un terzo è appena cominciato, divenuti ormai il fiore all’occhiello delle attività trattamentali finanziate dal Progetto d’Istituto e che da anni coinvolgono le donne dell’istituto: pizzaiola, pasticciera e cartonnage.
L’obiettivo dei corsi è lo stesso: fornire, cioè a quante vi hanno preso parte, competenze di base spendibili una volta uscite dal carcere per il loro reinserimento in società e nel lavoro, ma anche quello di far sentire a ciascuna la bellezza del creare e di far apprezzare dagli altri le proprie creazioni.
Il corso di Pizzeria è stato condotto dall’Ass.ne Generazione Libera di Caserta con il maestro  pizzaiolo Giuseppe Scagliarini mentre quello di pasticceria da Antonietta D’Amora di Castellammare di Stabia. Entrambi i docenti hanno cercato di trasmettere i segreti del mestiere, la tecnica, gli equilibri degli ingredienti, la manualità ma soprattutto la passione che sono alla base di questi mestieri. Entrambi i corsi hanno avuto la durata di circa 33 ore per complessive quindici donne, impegnate in attività teorico-pratiche per due volte la settimana per ciascun corso.
La realizzazione di pizze tassativamente cotte nel forno a legna – ricordiamo che fu donato dalla Garante dei detenuti dott.ssa Adriana Tocco, scomparsa qualche anno fa e da Malazè, impegnato nella valorizzazione del territorio dei Campi Flegrei -  e di dolci e cioccolatini venivano poi distribuiti per  la degustazione alle detenute e al personale è stata particolarmente apprezzata.
Il Presidente dell’Ass.ne Generazione Libera, Rosario Laudato, ha dichiarato “Abbiamo avuto modo di rilevare il buon livello di soddisfazione generale da parte delle corsiste su tutti gli aspetti dell’attività. Ci è sembrato che anche il livello di autostima sia migliorata man mano che le partecipanti riuscivano ad elaborare le pizze. E’ stato per noi un bel momento, abbiamo consegnato assieme alla Direttrice dott.ssa Carlotta Giaquinto attestati di partecipazione che hanno riscosso una grande commozione da parte di tutti”.
Anche la pasticciera Antonietta D’Amora, che si è aggiudicata il bando anche quest’anno, ha espresso grande compiacimento per la partecipazione ed il vivo interesse delle corsiste che hanno mostrato attitudine ed interesse sia per la tecnica che per la teoria. “E’ stato un bel momento non solo per loro, ma anche per me. Da questa esperienza, come nella scorsa, ho tratto insegnamenti e soprattutto ho capito che nel carcere ci sono donne che hanno bisogno di riappropriarsi del loro ruolo”.
A chiudere il cerchio dell’eccellenza di Pozzuoli è il laboratorio di cartonnage condotto dal maestro artigiano Flavio Aquilina la cui capacità di trasmettere la tecnica e le nozioni di questa arte sono state accolte dalle donne con entusiasmo e meraviglia per i risultati che ogni giorno riescono ad ottenere.
Lo scorso anno alla Mostra Artigianato delle carceri svoltasi presso la Galleria Umberto I di Napoli, sono stati esposti tutti i lavori realizzati: matite, segnalibro, agende, cornici tutti rigorosamente realizzati tra le mura del carcere femminile, quest’anno…? Chi lo sa…. Le nostre sorti al momento sono legate al COVID-19.