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RICORDANDO FRANCESCO MASTRIANI

Data pubblicazione: 27-12-2019
 
fRANCESCO mASTRIANI

“Non vi ha famiglia napolitana, patrizia o plebea, che non abbia l’avita consuetudine di fare il presepe, vale a dire con fantocci di stucco o di creta rappresentare la scena del Betlemme, e il Nascimento del Divo Bambino…. I personaggi che debbono figurare sul presepe, e che in Napoli vengono addimandati pastori, sono talvolta di finissimo lavoro, e di abili artisti. Gli è curioso il vedere le odierne fogge di villeresco vestimento napolitano addossate a’personaggi di quel tempo tanto da noi remoto; e gli usi e costumi del nostro paese rappresentati sul presepe; sì che vedi poco lungi dal tugurio ove nacque il Bambinello Gesù una taverna, di quelle che si osservano nelle nostre circostanti campagne, ove seduti a rustica mensa bevono e gavazzano parecchi contadini vestiti alla sorrentina, o alla procidana. Sull’erta del monte vedi un altro pastore che se ne viene a recare in dono al Bambino una cesta di ripiena di caciocavalli napolitani.” … Francesco Mastriani   (La Rondinella 9-14 dicembre 1855). A forte richiesta di pubblico viene prorogata alla Biblioteca Nazionale di Napoli  fino al 24 gennaio 2020 la mostra "Francesco Mastriani. Da Napoli a New York, dal giornale al dramma radiofonico" curata da Loredana Palma, e dalla sezione Lucchesi Palli. La mostra organizzata  in occasione del bicentenario della nascita ne ripercorre l’intensa attività di giornalista, romanziere e commediografo.  Mastriani tra gli scrittori napoletani fu certamente il più popolare molti suoi titoli furono dei veri e propri bestseller, come "La cieca di Sorrento" o la “Medea Di Portamedina”, rappresentati in teatro ed al Cinema in Italia ed anche oltre oceano , inesauribile fonte di ispirazione da Napoli a New York, persino per il dramma radiofonico . In esposizione: autografi e rari,ma anche molte curiosità provenienti prevalentemente dalla Raccolta Mastriani della biblioteca  e dalla collezione privata degli eredi del romanziere. In mostra il primo gialloscritto in Italia, “Il mio cadavere” e molti dei suoi più famosi  romanzi d’appendice che pubblico su riviste, già prima dell’Unità d’Italia  e sul quotidiano Roma dal1876. Mastriani fu uno dei primi autori italiani di questo genere di grande divulgazione popolare  che si affermò in Francia ed  tutta Europa.