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Riapre dopo 20 anni la domus sotterranea

Data pubblicazione: 07-01-2022
 
Domus sotterranea

Torna accessibile, dopo vent'anni, la casa romana, di epoca imperiale, a quattro metri dal livello stradale del museo di scultura antica Giovanni Barracco a Roma. Sarà visitabile con una modalità innovativa grazie al progetto sperimentale Li-Fi, acronimo di Light Fidelity, la cui tecnologia wireless permette di approfondire la conoscenza anche di alcune opere della collezione permanente ai piani superiori del museo. Tramite faretti Led, informazioni e immagini sono trasmesse in modalità wireless a smartphone o tablet e sarà sufficiente scaricare l’apposita App e posizionare i device sotto la luce del trasmettitore Li-Fi per visualizzare i contenuti multimediali. Il progetto presentato dalle aziende To Be Srl, DB Ingegneria dell’immagine Srl e Tecno Electric Srl, sostenuto dall’Unione Europea, ha previsto la modalità di fruizione per vedenti e non vedenti (o ipovedenti), grazie all’utilizzo di tracce audio realizzate a partire dai contenuti testuali. La tecnologia si potrà sperimentare al Museo Barracco fino al 20 febbraio 2022. Il progetto è stato presentato con una conferenza stampa alla quale sono intervenuti Maria Vittoria Marini Clarelli, sovrintendente capitolina ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce, direttore Musei Archeologici e Storico-Artistici, Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali, David Porrello, vice presidente del Consiglio Regionale, Regione Lazio; Francesco Paolo Russo founder& ceo di To Be Srl; Giancarlo Brasini, project manager DB Ingegneria dell’Immagine; Alfonso Pecoraro Scanio presidente Fondazione UniVerde; Gabriele Ferrieri presidente ANGI - Associazione Nazionale Giovani Innovatori.
La casa romana nei sotterranei del cinquecentesco palazzo Regis, sede del Museo Barracco, venne alla luce nel 1899 durante lo scavo per i lavori di rinforzo strutturale del Palazzo rinascimentale che, dal 1948, ospita il Museo con resti archeologici di epoca romano-imperiale. Una volta varcata la soglia della porta di accesso ai sotterranei si osserva un peristilio che in origine – come di consueto – circondava un’area centrale scoperta. Tale cortile porticato, caratteristico elemento dell’architettura greca e romana, sia pubblica che privata, è conservato per un’ampia porzione dove si ammirano colonne con basi e capitelli, sia intere che frammentarie, la superstite pavimentazione marmorea policroma, fontane, bacini e una mensa ponderaria. Le pareti della domus erano decorate con affreschi a soggetto acquatico e terrestre che negli anni Settanta sono state rimosse e attualmente sono conservate nel Museo. Nel corso dei secoli l’edificio subì modifiche per le quali furono reimpiegati materiali di recupero, asportati da edifici in disuso secondo una prassi diffusa sin da epoca tardo-imperiale. Molti degli elementi così posti in opera risalgono a epoca augustea e giulio-claudia. La maggior parte delle strutture e con esse l’ultima fase di vita documentata, risale invece al IV sec. d. C. Molto discussa è la destinazione d’uso dell’edificio che secondo un’ipotesi potrebbe essere stato una delle sedi delle celebri quattro fazioni di aurighi, che competevano nel Circo, sedi note dalle Fonti antiche con il nome di Stabula quattuor factionum. Certamente vi si deve riconoscere un edificio pubblico. I resti romani presso il Museo Barracco sono di grande importanza archeologica per l’entità di quanto conservato, per la loro ubicazione nel cuore della topografia dell’antico Campo Marzio e dei suoi sontuosi edifici pubblici, oggetto di intensi studi. La domus sarà aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) fino al 9 gennaio e, successivamente, fino alla fine di febbraio, solo nei fine settimana dal venerdì alla domenica. Informazioni al numero 060608 (dalle 9.00 alle 19.00) e su www.museobarracco.it, www.museiincomune.roma.it  (Tiziana Conte)