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I fascisti sono tra noi!

Data pubblicazione: 10-01-2019
 

È inaccettabile, inammissibile che in un Paese democratico come il nostro accadano dopo ben 76 anni dalla caduta del fascismo episodi di violenza da parte di gruppi politici sfacciatamente di estrema destra, fascisti, condannati già in passato. Eppure è quello che è accaduto pochi giorni fa a due giornalisti de L’Espresso, Federico Marconi e Paolo Marchetti, che si trovavano al cimitero del Verano, dove i neofascisti del movimento Avanguardia Nazionale, insieme a Forza Nuova e Fiamme Nere, si sono ritrovati per commemorare i loro compagni uccisi davanti alla sede di Acca Larentia il 7 gennaio 1978; i due sono stati aggrediti mentre cercavano di fare il loro lavoro: informare le persone, raccontare ciò che accade. Tra gli assalitori c’era anche Giuliano Castellino, il capo romano di Forza Nuova, che nonostante sia sottoposto al regime di sorveglianza speciale si trovava lì al Verano. I due giornalisti sono stati privati dei loro effetti personali e poi sono stati aggrediti con  spinte, calci e minacce, senza che le forze dell’ordine intervenissero. Il problema fondamentale, ora,  non è la ricostituzione di questi gruppi, perché questo accade, ahimè, alla luce del giorno, sotto gli occhi di tutti: è dal dicembre 2003 che Casa Pound occupa, in modo abusivo, un edificio pubblico in una zona centrale di Roma, nel corso degli anni Casa Pound si è trovata spesso al centro di svariati episodi di violenza, numerose sono anche le aggressioni che gruppi e partiti di sinistra denunciano di aver subito da esponenti di Casa pound; è il 6 dicembre 2017 che una dozzina di militanti di Forza Nuova a volto coperto, mascherati, con fumogeni e bandiere nere fece un blitz sotto la sede de L’Espresso e di Repubblica, lo Stato dov’è?  Il problema principale, ora, è che queste aggressioni passano come una comune rissa, lo dimostrano le banali parole di circostanza del ministro Matteo Salvini pronunciate appena dopo l’aggressione ai giornalisti : “Il posto giusto per chi mene le mani è la galera”, senza accennare minimamente al fatto che si tratta di neofascisti, gente condannata già in passato per azioni eversive e lasciate libere, mentre la nostra Costituzione urla “no al fascismo”! E’ dal 1952 che esiste la legge Scelba, che condanna l’apologia del fascismo, ed è, in effetti, attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione. Forza Nuova, Casa Pound, Avanguardia Nazionale e tanti altri, sono gruppi politici di estrema destra che portano avanti l'ideologia ispirata al fascismo d'antan che esistono nonostante il divieto costituzionale. Avanguardia Nazionale fu sciolta nel giugno 1976 e i suoi aderenti furono condannati per ricostituzione del partito fascista; ma sono ben già tre anni che è si è ricostituita nella più assoluta indifferenza istituzionale, e la sua rinascita non è avvenuta, di certo, di nascosto, la nuova formazione, infatti, si presenta sui social senza nascondere la propria natura, i nemici da combattere sono i giornalisti definiti infami o pennivendoli; la nuova Avanguardia effettua costantemente formazione politica di nuovi militanti, l’idea è quella di aprire sedi e mettersi a disposizione delle nuove leve del neofascismo, già accade a Brescia dove si intimidisce chi denuncia la loro attività. Anche i dirigenti sono rimasti gli stessi, a partire da Delle Chiaie, che ne è il capo incontrastato. È la terza volta che l’organizzazione fascista si rifonda e prova a ritagliarsi un ruolo nella politica italiana: l’atto di nascita fu nel 1957, quando un gruppo di giovani guidato da Stefano Delle Chiaie si distaccò da Ordine nuovo per dar vita ai Gruppi di azione rivoluzionaria, che il 25 aprile del 1960 si trasformarono in Avanguardia nazionale giovanile. Le parole di Salvini, la permissività di queste continui aggressioni vili e gravi, dimostrano come il nostro Stato stia andando incontro ad una terribile cecità e come resti sempre più spesso a mani conserte di fronte ad aventi tanto vergognosi.  E come diceva quel vecchio saggio di Seneca: “La vergogna dovrebbe proibire a ognuno di noi di fare ciò che le leggi non proibiscono”.

 

Rosanna D’Alessandro