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TEATRO i I PROSSIMI SPETTACOLI IN STAGIONE

Data pubblicazione: 29-01-2020
 

Dopo Itaca per sempre, in scena dal 29 gennaio al 3 febbraio, tre gli appuntamenti attesi tra febbraio e marzo: si comincia con Kiva, il 26 e 27 febbraio, uno spettacolo prodotto da Masque Teatro, un’affascinante indagine sul movimento. Dal 6 al 16 marzo sarà la volta di Storia di un oblio, dal testo di Laurent Mauvignier che racconta la tragica fine di un uomo prendendo spunto da un fatto di cronaca. A chiudere il mese sarà Vogliamo tutto! (dal 25 al 30 marzo), spettacolo che rivive le proteste del movimento sessantottino. Ad aprile la programmazione del teatro si fermerà per ripartire a maggio con Lo Straniero – un funerale di Francesca Garolla, liberamente ispirato a Lo Straniero di Albert Camus, con Woody Neri, per la regia di Renzo Martinelli (dal 13 maggio all’8 giugno).
Le repliche dello spettacolo Tito / Rovine d'Europa, di Michelangelo Zeno, previste in cartellone dal 7 al 17 febbraio, non saranno presentate.
KIVA (26 – 27 febbraio) è uno spettacolo ideato e diretto da Lorenzo Bazzocchi, con Eleonora Sedioli. Kiva è il nome con cui gli indiani Pueblos designavano, ancora agli inizi del XX secolo, la stanza segreta delle iniziazioni. Luogo sotterraneo, inaccessibile se non ai capi clan dell’antilope e del serpente, la kiva accoglieva e custodiva i serpenti a sonagli catturati vivi nel deserto e qui chiamati a partecipare a quello che Aby Warburg chiamò “Il rituale del serpente”. KIVA è un’ indagine sul movimento. L’azione viene scomposta nella somma di eventi singolari all’interno della medesima sequenza ritmica. La parcellizzazione dell’azione in cluster isolati permette, a chi osserva, di cogliere gli istanti iniziale e finale delle micro-azioni producendo una sorta di diffrazione dei corpuscoli di movimento elementari. Ciò rinnova, da step a step, la sensazione, in chi vede, di partenza e di arrivo, di slancio e di acquietamento, di nascita e morte. A guidare la ritmica dell’azione nel suo complesso è il concetto freudiano di “rimozione” e “ritorno del rimosso” nell’accezione warburghiana di sopravvivenza. Il concetto diviene motore del fare performativo portando con sé, nel momento in cui si lascia il vuoto per abbracciare una nuova creazione, elementi consci ed inconsci, sopravvenienze e dimenticanze, certezze anticipate e abbandoni.
STORIA DI UN OBLIO, in scena dal 6 al 16 marzo, è un lungo racconto di Laurent Mauvignier, con un attore di rara sensibilità e potenza come Vincenzo Pirrotta, per la regia di un maestro del teatro e del cinema come Roberto Andò. Un monologo che racconta minuziosamente la tragica fine di un uomo, ammazzato di botte da quattro addetti alla sicurezza di un centro commerciale dove la vittima aveva rubato una lattina di birra. Uno sguardo purissimo su un universo di “umili” che la scrittura rigorosissima di Laurent Mauvignier accoglie senza una briciola di retorica, senza un’ombra di furbizia. “Storia di un oblio” è un canto a più voci ma è concepito per una sola voce che conduce il pubblico in quella zona dolorosa e opaca in cui ogni essere umano è destinato a sparire e a essere dimenticato.
VOGLIAMO TUTTO! in programma dal 25 al 30 marzo, è uno spettacolo di Davide Sacco e Agata Tomsic di ErosAntEros, compagnia che fa del teatro civile la propria cifra stilistica. Attraverso le testimonianze dei protagonisti del movimento sessantottino e dei giovani attivi nei movimenti di oggi, lo spettacolo esplora un’epoca, un intenso periodo storico di cambiamenti e lotte sociali. In scena la stessa Tomsic nei panni di una giovane militante in abiti contemporanei che si trova nella situazione paradossale di voler trasmettere lo slancio e la dimensione collettiva delle lotte in completa solitudine, utilizzando le parole di ieri come fossero quelle di oggi, contrappuntata da un montaggio video in cui le immagini d’archivio si mescolano a quelle odierne, per far emergere rotture e analogie.
Ultimo appuntamento della stagione con LO STRANIERO – UN FUNERALE (dal 13 maggio al 8 giugno), produzione di Teatro i liberamente ispirata a Lo Straniero di Albert Camus, scritto da Francesca Garolla, diretto da Renzo Martinelli e interpretato da Woody Neri. Un intenso monologo che attraverso la figura del Signor Meursault, protagonista e colpevole straniero, racconta un tempo almeno apparentemente molto simile al nostro.