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Applauditissima "La Cantata dei pastori" al Teatro Politeama

Data pubblicazione: 23-12-2019
 

L’opera, a metà tra sacra rappresentazione e farsa, tra versi arcadici e lazzi scurrili, tra lingua colta e dialetto, tra sentimento cattolico e rito pagano, ha raggiunto i giorni nostri e sopravvive innanzitutto per la caparbietà con cui Peppe Barra continua a presentarla con successo al pubblico napoletano e non, con la sua compagnia da oltre quarant’anni. È suo il merito se questa tradizione è arrivata a noi. La trama ha subito vari cambiamenti dal 1698: dapprima con l’inserimento nella sacra rappresentazione del personaggio di Razzullo, uno scrivano inviato in Palestina per il censimento, e poi di Sarchiapone, un barbiere in fuga per aver commesso due omicidi. Con il tempo, il tono dell'opera ha virato sempre più verso il comico e il profano, tanto che nel 1889 la sua rappresentazione fu temporaneamente sospesa. In questi giorni è in scena al Teatro Politeama con Peppe Barra – che firma anche adattamento e regia – nel ruolo di Razzullo e Rosalia Porcaro in quello che fu di un’indimenticabile Concetta Barra: Sarchiapone. In scena anche: Patrizio Trampetti (Cidonio/Diavolo Oste), Maria Letizia Gorga (Zingara/Gabriello), Francesco Iaia (Demonio), Enrico Vicinanza (Ruscellio), Francesco Viglietti (Armenzio), Chiara Di Girolamo (Maria Vergine), Andrea Carotenuto (Giuseppe), Ciro Di Matteo (Diavolo mangiafuoco) e Giuseppe De Rosa (Benino).Lo spettacolo cambia ogni stagione, pur mantenendo la sua struttura drammaturgica. In questa edizione le novità riguardano anche le musiche, del M° Carmelo Columbro, eseguite dal vivo da un ensemble di undici orchestrali diretti dal M° Giorgio Mellone. La “Canzone di Razzullo” è del M° Roberto De Simone. Oltre che per le belle musiche lo spettacolo conquista lo spettatore per le scene incantevoli di Tonino Di Ronza a metà tra il teatrino delle marionette e la poesia di un quadro naif; i bei costumi di Annalisa Giacci, le coreografie di Erminia Sticchi ma soprattutto la bravura degli interpreti tutti capitanati da un grandissimo, trascinante Peppe Barra capace di creare atmosfere toccanti con la stessa agilità con cui sa provocare risate da togliere il respiro. E il pubblico lo gratifica con un lunghissimo applauso.

Valeria Rubinacci