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Alluvione in Piemonte: pesanti conseguenze per l'agricoltura

Data pubblicazione: 05-10-2020
 
esondazione Tanaro foto Enrico Masenga

Fortunatamente il peggio dovrebbe essere passato: le previsioni indicano ancora qualche pioggia debole sul Piemonte per domani pomeriggio, ma senza gravi rischi. In queste ore è in corso il conto dei danni per l’ultima ondata di maltempo, che tra ieri sera (venerdì) e questa mattina ha flagellato la nostra regione con una violenza inaudita. Eccezionale l’entità delle precipitazioni: nelle ultime 24 ore le stazioni meteo hanno registrato 630 mm di pioggia, superando così il record storico di pioggia sull'intera regione dal 1958. Nell'Astigiano il Tanaro è esondato allagando abitazioni e attività produttive.
I danni all'agricoltura
“Il nostro primo pensiero va alle famiglie dei dispersi, con la speranza che vengano ritrovati sani e salvi. Il bilancio per l’agricoltura è pesante e anche questa volta - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - e dimostra in modo inequivocabile che, aldilà del cambiamento climatico in atto, occorre investire in modo deciso sulla prevenzione, per evitare che si ripetano fenomeni di questo genere”.
“In provincia di Asti – afferma Enrico Masenga, consulente tecnico specialistico di Confagricoltura Asti – l’esondazione del Tanaro, soprattutto nella zona tra la piana di Asti, Castello di Annone e Azzano d’Asti, ha causato pesanti conseguenze su prati e campi che sono stati completamente allagati, con danni significativi per la soia, in buona parte ancora da trebbiare, e il mais. La soia è completamente sommersa e non è più possibile raccoglierla. Il mais, in alcune zone, è coperto d’acqua fino alla pannocchia e quindi non più utilizzabile. In altri punti l'acqua si è fermata sotto e lo si potrà raccogliere mediante mietitrebbie cingolate, ma i costi saranno elevati e molto probabilmente il prodotto verrà destinato ad usi secondari. Si registrano inoltre danni a vigneti e frutteti in collina, a causa di frane e smottamenti”.
“Nei prossimi giorni, quando l’acqua si sarà ritirata si potranno valutare i danni, che al momento si prospettano comunque importanti – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – soprattutto nella nostra regione, dove il territorio è particolarmente fragile. Servono programmi di manutenzione dei corsi d’acqua per mettere in sicurezza intere aree, prevenendo dissesti idrogeologici che ogni anno causano vittime e danni ingenti alle imprese e all'agricoltura”.