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ALBERTO ARMATORE: PROFESSIONE INFLUENCER

Data pubblicazione: 05-05-2020
 

“Cosa vuoi fare da grande?”. “L’astronauta o il calciatore”, avrebbe risposto, fino a qualche decennio fa, un qualsiasi ragazzino con le idee ancora poco chiare sul proprio futuro. Ma oggi, tutto è cambiato. L’era delle comunicazioni di massa ha generato tendenze inedite, stravolgendo i sogni e le ambizioni delle nuove generazioni che, sempre più spesso, idolatrano i vip della televisione e del web. “Da grande voglio diventare influencer”, risponderebbe un giovane corrente alla fatidica domanda sulle proprie aspirazioni personali. E così, Chiara Ferragni, Cameron Dallas e Huda Kattan – solo per citare alcuni degli influencer più famosi e più pagati del mondo – si sono sostituiti a filosofi e poeti dell’antichità classica e moderna, dettando mode e stili di vita che sempre più spesso i giovani di oggi tendono ad imitare. Bellezza, popolarità e ricchezza, sono queste le caratteristiche vincenti di un influencer di grido che affascinano e ammaliano gli adolescenti. Anche il mondo dell’università si è organizzato per restare al passo coi tempi, istituendo addirittura un corso di laurea triennale per diventare un influencer di successo. Ma chi è esattamente un influencer? E che fa? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Armatore, plurilaureato e meglio conosciuto come ‘L’educatore influencer’, che si è fatto notare per i suoi filmati stravaganti da migliaia e migliaia di click e che si è sempre definito un ‘influenzatore’ anomalo, rispetto ai suoi colleghi.
Alberto, che significa essere un influencer?
“L’influencer è una persona che suggerisce un esempio da seguire e che, quindi, influenza il modo di fare, di pensare, di acquistare dei sui followers. Uno dei social più importanti, attraverso cui gli influencer veicolano i loro pensieri, è Instagram. È un social fatto di immagini e che quindi punta molto sulla bellezza estetica, perché sostanzialmente priva le persone della parola. Trovo, quindi, che gli influencer, oggi, siano dei bei manichini, esposti come nella vetrina di un negozio e che indicano cosa va di moda e cosa invece no”.
Come mai ti sei definito un ‘Educatore influence’?
“Ho un’idea di influencer diversa dalla massa. Chi influenza non deve farlo solo secondo il proprio stile di vita, ma dovrebbe farlo in base a come sarebbe meglio vivere. Io cerco sempre di mostrare esempi positivi da seguire, situazioni concrete che vadano oltre le creme corpo o i marchi di abbigliamento. Io cerco soprattutto di educare! Oggi, gli influencer sono diventati dei pubblicitari da strapazzo, che vendono la loro immagine in cambio di una notte in un albergo, o per aver in affitto un’auto per tre mesi. Fanno un uso strumentale della loro immagine, secondo me disonesto nei confronti dei followers. In tanti, ormai, si improvvisano influencer solo per provare a scroccare una cena o un prodotto all’ultimo grido. Io uso la mia immagine a fin di bene. Sono un influencer, ma non scrocco!”
Nei tuoi video affronti spesso tematiche sociali legate all’attualità…
“Si, sto facendo una vera e propria campagna di sensibilizzazione su temi scottanti e piuttosto seri come la violenza sulle donne, gli scandali sessuali dentro la Chiesa, l’uso delle droghe, la psicosi sul Coronavirus. Nessuno mi paga per fare questo, mentre gli influencer vengono remunerati per indossare una maglietta! Ci rimetto di tasca mia per far arrivare questi messaggi a più persone possibili, altro che scrocco! Oggi, l’influencer ha quasi più peso di un insegnante. Questa cosa mi ha invogliato ad alzare il tiro del web dove circolano troppe schifezze!”
Cosa vorresti dire agli influencer di oggi?
Non cercate consensi a tutti i costi, non vendete la vostra immagine per una cena o una crema corpo. Voglio lanciare un appello: mie cari influencer, fate pure le vostre campagne pubblicitarie per i cosmetici, ma, almeno un post a settimana, solo uno, dedicatelo a qualcosa di serio, di educativo, senza avere paura di perdere qualche follower per aver fatto una cosa giusta”.
I tuoi progetti per il futuro?
 “Attraverso i miei social, ho lanciato vari format: dalle ‘interviste educate’, con cui ho cercato di dare voce alle persone comuni, alla web-serie ‘Kolkuore’, in cui ho vestito i panni di un ragazzo ossessionato da Barbara D’Urso, fino a ‘A pranzo con l’Influencer’, dove ho invitato personaggi famosi a parlare della propria vita, affinchè le loro esperienze più intime potessero fungere da esempio per tanti giovani. Ultimamente, poi, ho iniziato a dedicarmi alla sensibilizzazione dei temi sociali. Secondo me, il compito dell’influencer è quello di tradurre in un linguaggio nuovo, fatto di immagini, di video, di like e dislike, argomenti che altrimenti resterebbero incomprensibili. Platone per far capire la filosofia utilizzava il mito. Oggi, forse, dovremmo utilizzare i video su YouTube ma senza svilire il contenuto importante che si vuol trasmettere. Quindi, per ora, il mio futuro resta il web”.
                                                                                                                                                                                                        Stefano Di Capua