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GUIDE TURISTICHE E ACCOMPAGNATORI ABILITATI MESSI KO DAL CORONAVIRUS

Data pubblicazione: 16-04-2020
 

Il turismo è il settore maggiormente colpito dalla pandemia da coronavirus covid 19 in tutto il mondo. Alberghi, ristoranti, tour operator, trasportatori, tutti ne stanno soffrendo in maniera consistente, ma chi è stato messo davvero ko è la categoria degli accompagnatori turistici e delle guide turistiche. Le due figure professionali di guida specialistica ed accompagnatore, legate soprattutto al turismo internazionale, erano state create come professioni complementari regolamentate con la legge quadro sul turismo n. 217 del 17 maggio 1983. L'accompagnatore svolge un lavoro molto impegnativo, restando con un gruppo di turisti per tutta la durata del viaggio, la guida specialistica invece spiega i vari monumenti e musei di un'area ben specifica. L'abilitazione per svolgere tali professioni si ottiene dopo aver superato un esame presso un organo dello stato. Questi professionisti, come si può evincere, sono senza lavoro già da parecchi mesi essendo la loro attività soggetta all'andamento del turismo, che è fortemente stagionale nel nostro paese. Il lavoro degli accompagnatori e delle guide turistiche inizia in genere a marzo e dura fino ad ottobre con una breve ripresa nel periodo natalizio. Dopo un lungo inverno inattivo guide ed accompagnatori si ritrovano sempre senza liquidità e quest'anno, dopo aver pagato, il 28 febbraio, la prima rata dell'INPS di circa mille euro, c'è stato il colpo di grazia perché musei ed aree archeologiche sono stati chiusi al pubblico ed il lavoro che sarebbe dovuto riprendere proprio ai primi di marzo, è stato invece completamente bloccato. Le guide e gli accompagnatori professionali già si ritrovavano in condizioni abbastanza critiche prima della diffusione del virus poiché, negli anni recenti, a causa di un caos normativo senza precedenti, dovuto ad una errata interpretazione di una direttiva europea (2006/123/CE invece di 2005/36/CE) e alla conseguente emanazione di una legge la n. 97 del 6 agosto 2013, ancora oggi messa in discussione, le due professioni si sono ritrovate a dover affrontare un forte calo di lavoro e di guadagno per la concorrenza sleale di totali abusivi o di stranieri a cui viene riconosciuto in Italia un titolo non equipollente e anche delle cosiddette “guide nazionali” ovvero coloro che con una abilitazione di guida presa in aree limitate, come una provincia minuscola o regione, si sostituiscono però sia alle guide specialistiche locali che agli accompagnatori, spostandosi a proprio piacimento in tutto il paese e lasciando senza lavoro gli altri due professionisti. Inoltre, entrambe le professioni, hanno subito negli anni tanti tentativi di deregolamentazione sia da parte europea, su pressione dei tour operator nord europei, che italiana e si ritrovano oggi veramente in gravi difficoltà. Molti hanno dovuto chiudere le partite IVA come conseguenza di questo caos e del calo di lavoro. Un riordino delle due professioni è dunque necessario per porre fine a questa situazione di caos che si è venuta a creare e per ridare dignità ad entrambe le professioni, per abbattere l'abusivismo e per recuperare le tasse evase da chi svolge la professione senza le dovute abilitazioni o da chi lavora nel nostro paese ma paga le tasse nel proprio paese. Le guide e gli accompagnatori abilitati pagano in media ogni anno, tra contributi INPS e tasse, circa otto o novemila euro. La maggior parte dei professionisti lavora con partita IVA, iscritti alla gestione separata o alla gestione commercianti, una buona parte presta la propria opera come lavoratori dipendenti, un'altra ampia parte invece svolge il lavoro saltuariamente rientrando tra i lavoratori occasionali per la mole di lavoro veramente esigua e guadagno sotto i cinquemila euro. In questa emergenza, dovuta al virus covid 19, i professionisti del turismo che sono stati sempre regolari nel pagamento di tutti gli oneri, non si sentono però supportati adeguatamente dallo stato. Se il Governo e le Regioni non trovano una soluzione adeguata che vada oltre i 600 euro che saranno elargiti come contributo per l'emergenza coronavirus e la sospensione per pochi mesi dei contributi, circa quarantamila professionisti con relative famiglie si ritroveranno veramente senza un lavoro e senza un sostentamento per moltissimi mesi. Mentre tutto il resto del paese, infatti, avrà ripreso quasi regolarmente il proprio lavoro, in tempi relativamente brevi (ossia nei prossimi mesi), i lavoratori del settore turismo, essendo legati soprattutto al movimento turistico internazionale, saranno gli ultimi a potersi ristabilire, dato che il resto del mondo si riprenderà dal coronavirus e ricomincerà a viaggiare ancora più tardi dell'Italia. Si parla, quindi, di rimanere senza un lavoro per quasi un anno a partire dal mese scorso.

                                                                                                                                                                                                 Maria Sannino
                                                                                                                                                                                                   Guida turistica abilitata
                                                                                                                                                                                                            Regione Campania