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LA PROPOSTA DEL MINISTRO FRANCESCHINI

Data pubblicazione: 10-02-2020
 

La proposta lanciata dal Ministro al Turismo Dario Franceschini fa discutere ed anima il dibattito nel settore ricettivo extralberghiero. L' Otei/Abbac ha inteso chiedere un urgente tavolo di confronto tra le parti per avviare un percorso condiviso. "La regolamentazione è la base comune per chiunque come noi operi legalmente e seguendo le normative - dichiara il coordinatore Otei Abbac Agostino Ingenito - Ecco perchè chiedo al Ministro di insediare un tavolo di dialogo  anche tra le forze politiche per avviare una sinergia che porti ad una normativa chiara, condivisa con le Regioni e con noi che rappresentiamo il settore non solo per gli affitti brevi ma anche per le diverse normative regionali, i rapporti con le piattaforma ota, ma anche per la tassa di soggiorno che suscita non poche perplessità cosi come impiantata". La proposta arriva a seguito delle dichiarazioni del Ministro Franceschini che ha inteso lanciare una soglia massima di tre appartamenti in affitto per non essere considerati “impresa”. A rivelare il progetto è il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che intende in questo modo frenare chi arriva ad affittare anche dieci o venti case, facendo - secondo lui - di fatto concorrenza sleale agli alberghi. "Sotto la soglia dei tre appartamenti, spiega il ministro, si continuerà a godere di regole semplificate e più convenienti. Oltre le tre case si parlerà, invece, di una vera e propria attività d’impresa che, quindi, sarà trattata fiscalmente come le altre aziende del comparto. "Sono tanti i pseudo non imrprenditori che troverebbero scorciatoie alimentate da non chiari filtri delle piattaforme che vanno invece monitorate - continua Ingenito. L’obiettivo espresso dal Ministro,  in un’intervista a La Stampa, non è penalizzare i singoli cittadini, né tantomeno colpire il turismo esperienziale, con un'esperienza che consente al turista di capire come si vive all’italiana proprio soggiornando in una casa del posto. Dunque, si discriminerà “tra chi affitta nello spirito originario di Airbnb e chi, invece, maschera una normale attività di impresa”. Anche per la tassa di soggiorno a percentuale non mancano perplessità espresse dall'Abbac. La norma è già stata sottoposta al Ministero dell’Economia e sarà inserita nel collegato turismo, che potrebbe diventare legge già nel periodo giugno-settembre di quest’anno. La tassa di soggiorno non sarà più legata alla categoria dell’hotel, bensì diventerà una percentuale sul costo della stanza, con un massimo di 5 euro a persona. "Anche qui abbiamo espresso perplessità - continua Ingenito - Auspico un dialogo perchè sono tante le storture del sistema dell'imposta di soggiorno, con disparità e gestione non sempre oculate dei Comuni".