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Emergenza Covid, il prefetto di Catania convoca il Comitato Ordine e Sicurezza,

Data pubblicazione: 08-10-2020
 

Catania – La Confesercenti  dell’area metropolitana di Catania ha partecipato  all’ultimo Comitato  dell’Ordine della Sicurezza, convocato  dal Prefetto  di Catania per affrontare l’Emergenza Covid, coinvolgendo le categorie produttivedella Città, per l’avviodi una campagna di sensibilizzazione rivolta agli esercenti. Presenti naturalmente, le Forze dell’Ordine, l’amministrazione comunale, l’Asp che hanno annunciato una stretta sui controlli. “A due mesi dalla costituzione della nuova associazione  siamo contenti di  tornare ad essere presenti nei tavoli di concertazione - ha dichiarato il presidente Claudio Miceli, eletto lo scorso lo scorso agosto – e siamo pronti  a fare la nostra parte”. “L’aumento dei contagi preoccupa anche noi, ma la soluzione non può passare sempre e solo per la chiusura delle aziende,perché si darebbeun colpo di grazia alle tantissime imprese, soprattutto quelledi vicinato,arrecando un ulterioredisagioa migliaia di famiglie” ha aggiunto Miceli.
Alla riunione hanno partecipato il direttore Francesco Costantino e il delegato di Giunta, Filippo Guzzardi.
Un’ipotesi questa, comunque scongiuratadall’ultimo Consiglio dei ministri – ha sottolineato Costantino -che ha approvato il decreto legge con cuisi delinea la cornice normativa dei provvedimenti anti contagio, prorogando al prossimo 31 gennaio, lo stato d’emergenza per il Covid, introducendo l’obbligo di portare sempre con sé le mascherine”. “È necessario – esortano i rappresentanti di Confesercenti area metropolitana - fare appello al senso della responsabilità e al senso civico di tutti i cittadini per evitare la diffusione del Covid”. “Bene l’estensione generalizzata dell’utilizzo delle mascherine e il rafforzamento dell’App Immuni, ma chiediamo che si intervenga con le restrizioni sulle attività di vicinato solo dove e quando necessario. Anche perché – continua Costantino – la riapertura per esempio dei pubblici esercizi dopo il lockdown non ha causato un’impennata dei contagi.La tutela sanitaria dei cittadini viene prima di tutto e le nostre imprese -  conclude -  hanno lavorato e speso tantissimo in questa direzione”.