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CONVENTION BUREAU ROMA E LAZIO: EVENTI ANNULLATI DA QUI FINO A OTTOBRE

Data pubblicazione: 05-03-2020
 

Dall’inizio della diffusione del Covid-19 nel Nord Italia, per i soci di Convention Bureau di Roma e Lazio, territorio al di fuori delle zone “rosse” e “gialle”, sono oltre 300 gli eventi annullati e oltre 100 quelli rinviati, per una perdita stimata intorno all’80% del totale degli eventi dei soci vanificando l’impegno profuso e le legittime aspettative di crescita.  Le perdite investono tutta la filiera dei servizi così come le location per gli eventi, attesi nei centri congressi, nella fiera, negli hotel del territorio. I dati si riferiscono a cancellazioni e rinvii avvenuti in queste terribili ultime due settimane con effetti devastanti da marzo fino a fine settembre, ma mutano di giorno in giorno, registrando un danno sempre maggiore. Crescono, infatti, le aziende all’estero che stanno inserendo l’Italia in black list e, con essa, Roma e il territorio regionale. Essendo la meeting industry un comparto che lavora sulla programmazione di lungo periodo, all’inizio del mese scorso la situazione sembrava sostenibile, mentre adesso è precipitata. “Roma e il Lazio si trovano in una condizione da cui usciremo moltiplicando il nostro impegno, ma non possiamo nascondere le difficoltà – afferma il presidente del Convention Bureau Roma e Lazio Onorio Rebecchini –, essendo la meeting industry un settore con una lunga gestazione delle gare per la conquista di congressi o eventi internazionali; ora servirà la collaborazione di tutti, specie delle Istituzioni, per recuperare la fiducia della nostra potenziale clientela, investendo sulla brand reputation”.   “A tal fine - prosegue il presidente - è necessario che, accanto ai nostri sforzi, che condurremo unitamente all’intero sistema dei Convention Bureau Territoriali e Nazionale, coinvolgendo anche i nostri ambassador internazionali nel mondo e presso le associazioni mondiali a cui aderiamo per far leva su un cambiamento di rotta immediato, accrescano gli sforzi di Enit, delle Ambasciate e delle sedi ICE”. “Al tempo stesso - conclude Rebecchini - le Istituzioni, anche locali, devono sostenere le difficoltà degli operatori, prima che il sistema collassi, e agevolare la ripresa delle attività, appena sarà possibile, riducendo lungaggini burocratiche e veti, spesso immotivati, che a volte ci rendono meno competitivi”.