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Genova, eccellenza italiana: dove la partnership tra Comune e scuola funziona

Data pubblicazione: 29-01-2020
 
Maddalena Carlini

Pioniera nella“Conferenza Cittadina delle Autonomie Scolastiche”, la città della Lanterna fa da faro ad altre metropoli italiane. La collaborazione, infatti, tra il Comune di Genova e i dirigenti scolastici del capoluogo ligure, funziona. Le parole d'ordine sono due: confronto e condivisione su temi quali l’inclusione, la sicurezza, la saluteecc… Di questo caso di eccellenza italiana, ne abbiamo parlato con la vicepresidente della “Conferenza Cittadina delle Autonomie Scolastiche di Genova”, dott.ssa Maddalena Carlini, nonché dirigente scolastico dell’“I. C. Sestri Est” e dirigente con funzioni di reggente dell’“I. C. San Fruttuoso”.
- Cos'è esattamente la “Conferenza Cittadina delle Autonomie Scolastiche”?
“È un organismo che fa capo alComune di Genova e che ha al suo interno il coordinamento dei dirigenti scolastici. Il presidente è l'assessore alle Politiche Educative, attualmente Barbara Grosso, e il vice Presidente viene eletto dalla “Conferenza Cittadina dei Dirigenti Scolastici.”.
- L'obiettivo di questo organismo?
“Partecipare ad un tavolo interistituzionale e portare i temi più importanti come: i rapporti tra scuola e ASL, per quanto riguarda la somministrazione dei farmaci; tra scuola e Protezione Civile, inerenti al sistema delle allerte meteo; tra scuola e associazioni sportive e ricreative, relative alle attività extracurriculari che ampliano l'offerta formativa .”.
- Genova è un mix di culture diverse, cosa fa per l'inclusione degli alunni stranieri?
“A me piace pensare a Genova come una realtà sociale «complessa» nel senso etimologico: complesso deriva dal latino «complexus» che vuol dire «tessuto insieme». Quindi una rappresentanza, in questo caso, di culture e tradizioni provenienti da paesi diversi che coesistono tra loro. Le scuole sono una delle testimonianze più efficaci di questa unione, e lavorano per trovare le strategie inclusive più efficaci.”.

- Quante risorse investe il Comune di Genova per le scuole del territorio?
“Qui purtroppo siamo in un settore un po’ doloroso perché le risorse sono sempre inferiori alle esigenze. Per quanto riguarda, per esempio, l'integrazione degli alunni nuovi italiani, italiani di seconda generazione, vediamo delle cifre che si riducono a fronte invece di una necessità di alfabetizzazione che è tornata in questi anni ad essere una delle priorità: arrivano iscrizioni di alunni assolutamente digiuni di lingua italiana. Qui sta all'efficacia dell'azione didattica dei docenti di sopperire a questa mancanza di fondi con strategie inclusive che devono nascere nelle singole scuole.”.
- Lei è dirigente dell’“I. C. Sestri Est”, e dirigente con funzioni di reggente all’“I. C. San fruttuoso”. Cosa sta portando in quest’ultima scuola?
“Ho trovato una scuola molto bella, può sembrare semplicistica come definizione però è così, e delle realtà in questo istituto che vengono considerate assolutamente di routine e che invece in alcune scuole sono un traguardo. Ad esempio “San Fruttuoso” è a indirizzo musicale: in alcune scuole genovesi c’è un’unica sezione della scuola secondaria di primo grado che si occupa di sviluppare dei percorsi musicali, mentre il resto dell’istituto non gode dei benefici dell’orientamento musicale. Non dovrebbe essere così perché l'indirizzo vuol dire orientamento, quindi un intero istituto, se a indirizzo musicale, dovrebbe risentire positivamente di questa capacità. A“San Fruttuoso” è così, non c'è soltanto una sezione a indirizzo musicale ma tutti gli ordini di scuola, a partire dall'infanzia alla secondaria di I grado, beneficiano dell'introduzione di tale curricolo. Questo è un valore aggiunto che mi è stato presentato dai docenti come un dato di fatto neanche tanto eclatante, e invece è una realtà che per tante scuole a indirizzo musicale è ancora un obiettivo da raggiungere. Una scuola assolutamente d'eccellenza che mancava soltanto di quella capacità di governo, di leadership distribuita, riconosciuta e condivisa, perché questi tratti caratteristici importanti potessero emergere veramente. Riguardo la primaria, e “San Fruttuoso” ne ha due, ne apprezzo molto le strutture, in quanto si trovano nello stesso plesso delle rispettive scuole d'infanzia. Anche questo è un valore aggiunto, perché spesso le scuole dell’infanzia appartengono ad un plesso isolato. In realtà l'infanzia rappresenta una base ineludibile in quanto i bambini cominciano ad entrare nel mondo della scuola. Se l'infanzia coabita con la primaria, questa preziosissima continuità didattica consente ai bambini di familiarizzare col mondo della scuola e poi accedere naturalmente alla scuola primaria con maestre che hanno già conosciuto, che devono soltanto “riconoscere” nel passaggio di ordine, ma che appartengono già al loro mondo. Si evita, così, quel piccolo trauma che di solito in una scuola dell'infanzia separata strutturalmente dal resto dell'istituto, si presenta. Quindi, oltre la competenza dei docenti, i laboratori, l'ampliamento dell'offerta formativa, l’infanzia e la primaria dell’ “I. C San Fruttuoso”, sono una formula vincente”.

Stefania Santamaria