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Quando tutto diventò blu

Data pubblicazione: 13-01-2020
 
il pantone

Ad aggiudicarsi il titolo di "Pantone Color Of The Year 2020" è il Classic Blue. Non a caso, il blu è un colore dalla storia riccamente controversa. Basti pensare al blues -come non menzionare la "Rhapsody in Blue" di George Gershwin?-, alla bandiera dell'Europa e dell'ONU, ai celeberrimi jeans di Levi Strauss. Lo storico e antropologo Michel Pastoreau lo individua come "il colore gattamorta, che non disturba e riscuote l'approvazione di tutti. Anche la musicalità del termine è pacata, attenuata: blu, bleu in francese, blue in inglese...è liquido e dolce. Se ne può fare un uso smodato". Perché proprio il blu? Leatrice Eiseman, direttrice esecutiva del Pantone Color Institute, ce lo spiega: "Viviamo in un'epoca che richiede fiducia e speranza. Abbiamo puntato su una stabile tonalità di blu, quella classica. Dotato di profonda risonanza, esso costituisce una solida base a cui ancorarsi. Blu sconfinato che rievoca il vasto e infinito cielo serale, ci incoraggia a guardare al di là dell'ovvio per pensare più in profondità e fuori dagli schemi, ampliare i nostri orizzonti e favorire il flusso della comunicazione". Non è un caso che sia stata data in ristampa la graphic novel di Alessandro Baronciani dal titolo "Quando tutto diventò blu". In più, il cantautore siciliano Colapesce, amico del fumettista marchigiano, ha co-scritto l'omonima canzone. Il blu è tornato a calcare le passerelle dell'alta moda, protagonista della collezione di Elisabetta Franchi.
Ma, più di tutto, il blu è il colore del mare, il mare di Napoli. "Napule è mille culure, Napule è mille paure, Napule è a voce d’ ‘e criature, che saglie chiano chianu e tu saje ca nun si sulo", cantava Pino Daniele. Ed è vero. Il giallo del tufo, il rosso della "pummarola", ma il blu... Il blu permea ogni cosa. Napoli è una sirena, è acquatica. Il suo respiro è di salsedine. Napoli è blu. Festeggiamo con lei questo colore e l'inizio di un nuovo decennio.

Alessandra Savino