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«Il disagio psicologico crescente del Paese richiede un investimento in Psicologia»

Data pubblicazione: 19-11-2020
 

Roma – “C’è un disagio sociale diffuso e anche psicologico da parte di tanti cittadini e operatori economici”, ha sottolineato stamattina il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in videocollegamento all’assemblea della FIPE. Affinché il disagio dei cittadini non cresca ulteriormente e non esiti in sofferenze più gravi e durature, occorre prendersene cura. E va fatto in tempi rapidi. «Le nuove misure di sostegno al vaglio del Governo, dovrebbero contemplare anche il supporto degli strumenti messi a disposizione dalla Psicologia e dagli Psicologi. Da Psicologi siamo estremamente consapevoli di quanto sia necessario occuparci del valore che possiamo rendere alla collettività, così in difficoltà in questo momento. Una pandemia non si risolve in tempi brevi e quanto più a lungo dura tanto più, oltre che malattia nel fisico, diffonde un malessere – psicologico e sociale – che si ripercuote su tutti gli aspetti della vita delle persone. Investire, quanto prima, in Psicologia è di sicuro proficuo, per i cittadini e per gli operatori economici e può aiutare anche a contenere e a curare il disagio sociale», premette Felice Damiano Torricelli, Presidente di ENPAP. «Bene fa il Presidente Conte a sottolineare l’ampliarsi del disagio psicologico in settori sempre più vasti della popolazione. I lutti senza possibilità di commiato, i timori per la salute propria e dei propri cari, lo stress da distanziamento sociale, la riduzione delle relazioni sociali, le incertezze economiche, lo stravolgimento degli equilibri – già precari – intorno ai quali organizziamo le nostre esistenze sono tutti fattori cheinfluiscono pesantemente sulla qualità della vita psicologica delle persone e che pesano di più quanto più a lungo si protrae la situazione di stress. Di questo occorre farsi carico con la stessa priorità con cui ci si deve occupare dello sconquasso economico che la pandemia sta provocando. Per farlo tempestivamente è necessario consentire alle persone di ricorrere al lavoro degli Psicologi già in questa fase così difficile, prima che il perdurare di questa situazione causi danni più gravi e difficili da riparare. Il Governo può attivare rapidamente, in uno dei prossimi provvedimenti emergenziali, una misura di facilitazione per consentire l’accesso al sostegno degli Psicologi. Un sistema di voucher indirizzati principalmente alle fasce più fragili della popolazione avrebbe un costo irrisorio rispetto ai danni che il protrarsi di una condizione di dolore inascoltato provocherebbe. E poi sarebbe necessario intervenire per dare nuove opportunità a coloro che stanno vedendo stravolte le vite e stanno perdendo il lavoro: la psicologia professionale offre molte chiavi per sostenere concretamente le capacità positive di rispondere allo stress, di evocare la resilienza e dare nuovo spazio alla capacità di adattamento e alla creatività delle persone. Tutte le competenze che come categoria professionale, come Psicologi, siamo in grado di dispiegare sono al servizio dei progetti di contenimento dei danni e di preparazione della ripartenza che speriamo il Governo vorrà mettere in campo al più presto», conclude Torricelli.