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A VITTORIO VENETO PRENDE IL VIA IL PROGRAMMA DEL CENTENARIO

Data pubblicazione: 17-04-2018
 

Con due eventi dal forte valore simbolico, si avvia il ricchissimo programma elaborato da Vittorio Veneto nell’ambito del centenario della Grande Guerra, con l’obiettivo di commemorare l’atto finale del conflitto: quello della battaglia conclusiva e vittoriosa, nota al mondo come la “Battaglia di Vittorio Veneto”. Un momento cruciale della nostra storia di cui si vuole mettere in luce il significato più profondo,  con il titolo: “1918. Quando scoppia la pace”, riflettendo e ricordando a più livelli e sotto differenti aspetti, il momento della fine dei combattimenti, lo sguardo al futuro e alla speranza e la pacificazione; il momento della ricostruzione da un lato e del compianto dall’altro. Il programma, che animerà la città per i prossimi otto mesi fino alla solenne giornata del 4 novembre - con musica, arte, cinema, sport, convegni, conferenze, raduni d’associazioni d’arma ecc. -  si apre dunque il 20 e il 21 aprile con due appuntamenti culturali di particolare rilievo, a ingresso gratuito nei due giorni d’avvio. Il 20 sera, al Teatro Da Ponte, l’imperdibile esecuzione di un‘opera dal titolo “Eroi sono quelli che costruiscono la pace” – esempio di come la musica sappia parlare, come non mai, dei sentimenti e delle emozioni di guerra e di pace - eseguita una sola volta dalla sua ideazione, nel 2015 al Teatro La Fenice di Venezia.
Il programma del concerto sarà diviso in due parti.
Nella prima “La Grande Guerra” (vista con gli occhi di un bambino)”, una “favola vera” - con adattamento e drammaturgia di Sandro Cappelletto e musica composta da Claudio Ambrosini - per coro maschile, soprano, voce narrante e strumenti;liberamente tratta dal quaderno di scuola e dai ricordi di guerra di Giuseppe Boschet, che nel 1917 aveva 3 anni, e con parole e versi di Anna Achmatova e Nelson Mandela.  La seconda parte del programma proporrà invece “Canti di guerra e canti di pace” italiani, francesi, tedeschi, americani, slavi, dedicati alla memoria dei caduti e accompagnati dalla lettura di episodi tratti dal romanzo dello scrittore veneziano Carlo Della Corte, Il grande balipedio,  ambientato sul fronte dell’Isonzo.
Il giorno successivo invece, il 21 aprile, riflettori puntati sul primo appuntamento del progetto “Quando scoppia la pace - Ospiti in Pinacoteca” che propone tre omaggi d’arte a Vittorio Veneto, ciascuno con il significativo prestito di un’opera d’arte iconica o di un nucleo sceltissimo di opere, da parte di un importante museo italiano, intorno al tema guerra/pace, ovvero al passaggio a quella nuova condizione emotiva e sociale determinata dalla fine di un conflitto.
Il primo omaggio - più che mai evocativo, dedicato alla Pax Romana - sarà quello del MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, autentico “tempio” dell’arte classica tra i più ammirati e importanti al mondo, custode tra l’altro dell’eccezionale Collezione Farnese
e dei numerosi ritrovamenti di Pompei ed Ercolano. Fino all’8 luglio.
Il lungo periodo di pace e di concordia universale che caratterizza i primi due secoli dell’Impero, tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., è accompagnato dal programma di rinnovamento politico, culturale e religioso di Augusto testimoniato anche dall’arte. A Vittorio Veneto l’eccezionale esposizione di 4 reperti romani di grande valenza storico-culturale, tra cui spicca la grande Statua di culto, personificazione della Concordia Augusta, databile agli inizi del I secolo d.C., che si trovava nell’edificio di Eumachia, sacerdotessa di Venere e patrona dei fullones (tintori), fatto costruire da Augusto a sue spese nel foro di Pompei.