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JULIAN ASSANGE UNA STORIA INFINITA

Data pubblicazione: 12-07-2022
 

Divenuto noto a livello internazionale per aver rivelato documenti secretati statunitensi riguardanti crimini di guerra ricevuti dalla ex militare transgender Chelsea Manning.
Assange è attualmente detenuto nel Regno Unito presso la Her Majesty Prison Belmarsh.
A partire dal 2006 è tra i promotori del sito web WikiLeaks, che nel corso degli anni ha pubblicato documenti da fonti anonime e informazioni segrete.
WikiLeaks giunge all’attenzione internazionale nel 2010 quando fece trapelare una serie di notizie fornite da Chelsea Manning su possibili crimini di guerra perpetrati. Il 28 novembre 2010 WikiLeaks rende di pubblico dominio oltre 251.000 documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come “confidenziali” o “segreti”.
L’11 aprile 2019 Assange è stato preso in consegna dalla polizia britannica dopo che l’Ecuador ha revocato l’asilo.
Durante il suo arresto è stato sollevato e portato via di peso da sette agenti in borghese della polizia di Londra.
È stato arrestato in base a un mandato del 2012, quando invece di consegnarsi a Scotland Yard per essere estradato in Svezia ed essere interrogato in merito alle accuse di stupro, si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e ha chiesto asilo: era il 19 giugno 2012, l’Ecuador allora guidato dal presidente Rafael Correa gli concesse protezione perché ritenne fondate le preoccupazioni del fondatore di WikiLeaks che l’estradizione in Svezia lo esponesse al rischio gravissimo di estradizione negli Stati Uniti, dove dal 2010 è in corso un’inchiesta del Grand Jury di Alexandria, in Virginia, per la pubblicazione dei documenti segreti del governo americano.
Ad oggi questa inchiesta è ancora in corso e a novembre scorso le autorità americane hanno, inavvertitamente, rivelato che esiste un mandato di arresto coperto da segreto contro Julian Assange.  
Fonte: Amnesty International 

 

Il Presidente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Nicola Morra dichiara: "L’Ordine dei giornalisti italiani ha deliberato, all’unanimità, di riconoscere la tessera onoraria a Julian Assange. Si tratta, naturalmente, di un gesto simbolico, ma di estrema importanza, soprattutto in un momento in cui tanti, che prima sostenevano convintamente la battaglia di #Assange e di #WikiLeaks, hanno problemi evidenti di memoria, lamentando amnesie ripetute e gravi proprio in concomitanza con la guerra in Ucraina in cui il peso politico della NATO si sta evidenziando sempre più preoccupante. Sappiamo che uno dei punti forti delle accuse rivolte al fondatore di #WikiLeaks è sempre stato quello di non essere un giornalista. Ed allora questo recente riconoscimento produce un effetto ancora più benefico dal punto di vista politico, perché sottrae ai detrattori del "giornalista" australiano un argomento capzioso, ma frequentemente utilizzato, indebolendo ulteriormente il fronte degli occultatori della verità. Si è colta così la verità ultima dell’orribile storia giudiziaria: se perdesse Assange, perderebbe il diritto di cronaca, e la sconfitta sarebbe per tutto il mondo libero. Tutte e tutti coloro che operano nel mondo dei media rischierebbero di essere messi al bando, laddove osassero indagare sui poteri e i loro segreti. Ed è proprio ciò che, tutti, insieme, dobbiamo e possiamo impedire".

Riceviamo e pubblichiamo