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Sviluppo sostenibile linfa vitale dell'Economia Circolare

Data pubblicazione: 20-02-2020
 


“Tra Nord e Sud anche in materia di sviluppo sostenibile esiste un divario economico e sociale, basta pensare ai costi pro-capite della gestione integrata dei rifiuti, che, per un cittadino al sud Italia è circa il 20% in più rispetto al nord. La mancanza di impianti contribuisce ad alimentare i traffici della malavita organizzata. Su questo e altri temi, le imprese di Confindustria Cisambiente avranno modo di confrontarsi con le Istituzioni e la società civile in occasione dell'evento "The Green Symposium", in programma a marzo a Napoli”. Dichiara in una nota Lucia Leonessi, Direttore Generale di Confindustria Cisambiente, che parteciperà al convegno in calendario alla Stazione marittima di Napoli il 5 e 6 marzo prossimi. Un evento il Green Symposium, che vede la partnership tecnica di Ispra-Snpa, l'Albo nazionale dei Gestori ambientali, il Commissariato di governo per le bonifiche, sotto l'alto patrocinio del ministero dell'Ambiente.  Una due giorni di dibattiti e confronto tra tutti gli attori del settore ambientale che servirà anche a fare il punto sulle opportunità di rilancio e di crescita sostenibile del Paese, e in particolare del Mezzogiorno, offerte del Green New Deal europeo, varato dalla Commissione Ue, e dal decreto Clima. Un provvedimento fortemente voluto dal ministro Costa, che rappresenta una prima risposta agli input di Bruxelles.  “In un quadro normativo nuovo e radicalmente modificato dal prossimo recepimento delle Direttive del pacchetto “circular economy” – dichiara Lucia Leonessi - fondamentale sarà il ruolo delle imprese del settore ambiente nel processo di crescita sostenibile. La risoluzione della questione legata alla carenza di impianti, evidente nelle regioni del centro-sud, ed un efficace gestione dei rifiuti originati dalle operazioni di trattamento, possono essere la chiave di volta per un lancio, su larga scala, di un modello di economia realmente circolare, dove le imprese del recupero, in ogni parte del Paese, potranno dare slancio all'industria manifatturiera, consentendo l’utilizzo di materie prime seconde a basso costo, in luogo di quelle vergini.” Conclude Lucia Leonessi “Un modello di crescita, che può realmente mettere il Mezzogiorno e l'Italia sull'autostrada della crescita sostenibile.”  Infine alcuni dati sull'impiantistica: su 646 impianti distribuiti nel Paese il 55% (353) è localizzato al Nord, nel Sud si trova il 27% (174) e il restante 18% (119) è nelle regioni del Centro, questo basandoci sui dati fotografati da Ispra. Il tutto non può essere giustificato che il nord produce più rifiuti. Perciò meno impianti uguale più costi: infatti il costo pagato da un cittadino che vive al Nord è di circa 154 euro in un anno mentre al sud è di oltre il 20% in più, ossia 186 euro.   La mancanza di impianti comporta anche che solo da Campania, Lazio e Sicilia partano complessivamente 373 tir ogni giorno per trasportare in altre regioni quasi 9mila tonnellate di rifiuti (elaborazioni Laboratorio REF ricerche).