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Oroitaly: Detassazione e decontribuzione per le imprese orafe

Data pubblicazione: 11-03-2020
 

“L’attività produttiva, nel rispetto delle norme di sicurezza indicate dalle autorità, può e deve continuare. Non c’è una zona rossa, non si è bloccato tutto! E’ evidente che, se il quadro dovesse continuare a peggiorare, sarà inevitabile il ricorso a misure ancora più restrittive. Ma oggi ciascuno deve fare la propria parte con coraggio, buonsenso, spirito solidale e attenzione al rigoroso rispetto delle misure indicate per evitare il contagio da coronavirus”. L’appello viene da Gianni Lepre, Segretario Generale di Oroitaly, associazione che raggruppa oltre centosettanta aziende orafe di tutto il territorio nazionale. “Il divieto di mobilità ha diverse eccezioni, e tra le principali c’è proprio il doversi recare al lavoro” ricorda Lepre. “E’ un messaggio chiaro: finché può l’Italia non deve fermarsi”. “Ma - aggiunge il Segretario Generale di Oroitaly – vi sono comparti come quello orafo, che stanno soffrendo notevolmente per la drastica diminuzione della produzione e degli scambi commerciali. Per questi settori occorre una detassazione e decontribuzione temporanea totale, finché il fenomeno del coronavirus non sarà debellato. Non solo, lo stato di deve far carico anche della paga dei lavoratori dipendenti.Le aziende si troveranno a pagare rate, mutui e fornitori, c’e’bisogno di una moratoria. I fitti dovranno essere detassati e quindi depauperati della relativa quota, infine Si chiede l’annullamento degli interessi bancari. Si rischia altrimenti di depauperare un intero patrimonio produttivo”.  Per il resto,il presidente  Salvio Pace invita a una piena assunzione di responsabilità. “Dobbiamo rispettare le indicazioni del governo, anche se purtroppo cambiano di giorno in giorno. Lo dobbiamo fare nell’interesse superiore del Paese e dei nostri figli!”. Oroitaly è pronta a fornire ogni indicazione ai suoi iscritti per facilitare il regolare e corretto svolgimento dell’attività delle proprie aziende. “L’auspicio – continua Lepre – è che anche i mass media contribuiscano a rasserenare un clima inevitabilmente turbato dal diffondersi dell’epidemia. In tal senso, andrebbe curata forse con maggiore scrupolo anche certa informazione economica, soprattutto in un settore come l’oreficeria. Nei giorni scorsi, ad esempio, un’emittente nazionale ha attribuito al prezzo dell’oro una quotazione assolutamente improponibile, molto più elevata di quella effettiva riscontrabile in borsa. Fake news di matrice ‘istituzionale’creano confusione nei consumatori, nonché disagi e danni agli operatori del settore”.