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"Orgoglio e pregiudizio" firmato Cirillo: un meccanismo che funziona

Data pubblicazione: 21-02-2020
 
G. Trippetta,V. Picello, A.Cirilo, G.Vigentini, R.Giglio foto Matteo Delbi

Prima versione teatrale italiana di Orgoglio e pregiudizionell’adattamento teatrale di Antonio Piccolo e la regia di Arturo Cirillo che ne è anche interprete. Lo spettacolo è inscena al Teatro Mercadante dove ha debuttato lo scorso luglio nell’ambito del Napoli Teatro Festival. Il capolavoro di Jane Austen, in effetti, si presta agevolmente alla trasposizione teatrale per la struttura stessa del romanzo in cui i caratteri dei personaggi si evincono più dal modo in cui interagiscono tra loro che attraverso le descrizioni dell’autrice. Così, nello sviscerare le ragioni che lo hanno portato alla scelta di questo testo, Cirillo sottolinea come la Austen possegga “un dono folgorante per i dialoghi.” Ma fa di più. Se già tra le pagine del romanzo aleggia quella sottile ironia che ne rende così piacevole la lettura, Cirillo imposta la sua regia guardando ai personaggi della storia con un sorriso benevolo, chiedendo agli attori che li interpretano una recitazione fresca, ai limiti della macchietta, spiritosa ma sempre garbata. Da questa impostazione sono escluse soltanto le due coppie formate dalle sorelle Bennet e dai loro spasimanti. Due i ruoli per Arturo Cirillo che si conferma attore versatile e acuto nei panni di un Bennet incurante ma in fondo equo e poi in quelli della gesticolante Lady Catherine De Bourgh, espressione canzonatoria di una casta che impone la sua presunta superiorità. Irresistibili Alessandra De Santis e Rosario Giglio rispettivamente nei ruoli della Signora Bennet e di Collins. Seri, affiatati e altrettanto convincenti: Valentina Picello, Elisabeth; Riccardo Buffonini, Darcy; Sara Putignano, Jane; Giacomo Vigentini, Bingley. Bene anche tutti gli altri. Quattro enormi specchiere di volta in volta riposizionate dagli stessi attori creano i vari ambienti in cui si svolge l’azione e contribuiscono al successo dello spettacolo come i colorati, curatissimi costumi di Gianluca Palaschi, le parodistiche canzoni originali di Francesco De Melis. Un applauso lunghissimo e molto caloroso ha salutato gli artisti.

 

Valeria Rubinacci