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La comparsa di un "nuovo" coronavirus

Data pubblicazione: 19-11-2020
 

Non sorprende il settore veterinario che conosce bene questa famiglia virale, largamente rappresentata nel mondo animale, soprattutto in quello zootecnico, e in riferimento ai cosiddetti “animali da reddito”. A spiegarlo è il dottore Mario Facchi, Presidente della SIVAR (Società veterinari animali da reddito), che aprirà la rassegna dell’edizione speciale 2020 di Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona il prossimo 3 dicembre alle ore 09:30 in occasione del Convegno nazionale di buiatria. «Chiarito fin dal principio che il Covid 19 che ha provocato la pandemia non interessa in alcun modo i bovini allevati per la filiera alimentare- spiega Facchi-resta da evidenziare il ruolo essenziale del veterinario negli allevamenti che da una parte tutela la salute degli animali, monitorando l’uso dei farmaci e la diffusione delle malattie, dall’altro garantisce al consumatore finale la qualità del prodotto che arriva in tavola. Un ruolo così essenziale che anche in questa fase pandemica continua a essere svolto. Nel ruolo del veterinario rientrano la gestione veterinaria quotidiana degli animali allevati e quella della epidemio-sorveglianza i cui dati vengono rilevati dal veterinario aziendale e raccolti in un database, il ClassyFarm, che permette di categorizzare gli allevamenti italiani. In ogni caso il veterinario aziendale è garante della salubrità degli alimenti che provengono dalla filiera degli allevamenti, si potrebbe quasi ironicamente dire che c’è il veterinario nel piatto che mangiamo».  Cosa c’è da sapere ancora riguardo il livello degli antibiotici contenuto nelle carni? «Il Piano nazionale contro l'antibiotico-resistenza- prosegue il Presidente SIVAR - è molto chiaro a riguardo. L’introduzione degli antibiotici in medicina veterinaria ha subito un’ulteriore pressione selettiva con l’introduzione delle ricetta elettronica a partire dal 2019». Il Piano Nazionale residui rappresenta uno strumento utile per monitorare la presenza di antibiotici negli alimenti di origine animale e verificare, risalendo la filiera, il rispetto dei tempi di sospensione dei farmaci (o rilevare trattamenti non dichiarati e/o illeciti) attraverso la ricerca analitica dei residui di sostanze nei prodotti alimentari provenienti da animali trattati, e, in caso di non conformità, attraverso verifiche più approfondite in allevamento. Negli allevamenti il garante del benessere animale è il veterinario? «Il primo compito del veterinario- conclude Facchi- è verificare il rispetto delle cinque libertà dell’animale: 1.dalla fame, dalla sete e dalla cattiva nutrizione, garantendo all’animale l’accesso ad acqua fresca e ad una dieta che lo mantenga in piena salute; 2. di avere un ambiente fisico adeguato dando all’animale un ambiente che includa riparo e una comoda area di riposo; 3. dal dolore, dalle ferite, dalle malattie,prevenendole o diagnosticandole/trattandole rapidamente; 4. libertà di manifestare le proprie caratteristiche comportamentali specie-specifiche . fornendo all’animale spazio sufficiente, strutture adeguate e la compagnia di animali della propria specie; 5. Libertà  dalla paura e dal disagio assicurando all’animale condizioni e cura che non comportino sofferenza psicologica».  Le Fiere Zootecniche rappresentano la filiera che lavora per essere sempre più sostenibile e per il benessere animale. «Il coinvolgimento dei veterinari- conclude Massimo De Bellis, Direttore di CremonaFiere-  è da sempre molto importante in quanto rappresentano una figura fondamentale per il settore. I veterinari saranno presenti con i loro importanti temi anche in questa edizione speciale, in modalità online con contenuti tecnico scientifici interessanti da proporre al pubblico e con le immancabili  mostre zootecniche».